Apertura inedita domani sera a Filottrano per il Festival del giornalismo d’inchiesta

Nel pomeriggio, a Castelfidardo, l’inchiesta sull’omicidio Marta Russo

Curiosità e attesa per l’inedita apertura del Festival del giornalismo d’inchiesta che si svolgerà da domenica 24 settembre a sabato 30. Il Festival si svolgerà a Osimo, Castelfidardo, Filottrano e Ancona. Si parte domani, domenica 24, al Teatro Torquis di Filottrano ore 21, ingresso libero, con un documentario sull’artista Alberto Sordi che è stato, a suo modo, un grande giornalista.

È stato cioè una maschera ineguagliabile che ha saputo raccontare con straordinaria efficacia le fragilità, le miserie, i tic e i difetti dell’italiano medio.

I fratelli Carlo e Luca Verdone

Carlo e Luca Verdone, autori del docu-film, da piccoli abitavano a pochi passi dall’appartamento dell’Albertone nazionale e raccontano nel filmato come hanno vissuto il rapporto con l’attore, prima come vicini di casa, poi come compagni sul set. È uno straordinario omaggio a un grande attore protagonista della migliore commedia all’italiana. Un film che ci offre un ritratto inedito di Alberto Sordi attraverso racconti e testimonianze, affiancate dalle sequenze dei film, video e immagini dell’istrione abituato ai riflettori e ai flash, insieme a quelle inedite sepolte negli archivi di Medusa, della Rai, di Cinecittà Luce, della Fondazione Alberto Sordi e dell’Associazione Culturale Enrico Appetito.

Il Docu-film:  «È una forma diversa di fare approfondimento – ha spiegato il direttore artistico Gianni Rossetti – Introdotta per la prima volta al Festival, ci permette di proiettare un documento che è una novità assoluta per la nostra regione».

A Carlo Verdone e alla “Fondazione Alberto Sordi per i Giovani”, da lui presieduta, sarà assegnato un riconoscimento per “l’impegno profuso nei confronti delle Giovani Generazioni”. Il regista Luca Verdone sarà premiato per aver raccontato con sensibilità ed efficacia, l’anima, il pensiero e l’italianità dell’Albertone nazionale. La serata sarà condotta da Alfredo Ranavolo (TGR)

Mauro Valentini e Valeria Dentamaro

L’inchiesta, nel senso più tradizionale del termine, sarà invece al centro dell’anteprima Festival che si svolgerà a Castelfidardo, sempre domenica 24, presso la Libreria Aleph alle 18. L’ospite è un giornalista, Mauro Valentini, autore di una scrupolosa e puntigliosa inchiesta sull’omicidio di Marta Russo, noto come il “delitto della Sapienza”, uno dei misteri della cronaca nera italiana.

È avvenuto nel 1997 all’interno della cittadella universitaria. Marta Russo, 22 anni, studentessa di giurisprudenza, fu ferita in maniera gravissima da un colpo di pistola. Morì cinque giorni dopo all’ospedale. Per quel delitto nel 2003 furono condannati un assistente universitario di filosofia del diritto, Giovanni Scattone (omicidio colposo) e Salvatore Ferraro (favoreggiamento personale).

Mauro Valentini porta a rivivere i luoghi di questa triste storia, fino a farci immaginare e sentire, le voci dei protagonisti, sollevando un dibattito sui problemi della Giustizia italiana. Mauro Valentini sarà intervistato da Valeria Dentamaro.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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