Ancona – “Intorno a Beethoven” in streaming dal Museo Statale Omero

La diretta su Osimoweb giovedì 3 dicembre con i solisti dell’Accademia d’Arte Lirica

Osimo, 1 dicembre 2020 – I solisti dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo propongono giovedì 3 dicembre alle ore 18.00 il concerto “Intorno a Beethoven” in diretta streaming sulla pagina Facebook di Osimoweb. Il 3 dicembre è una data significativa, perché ricorre la Giornata Internazionale delle persone con disabilità, così come significativo è il luogo nel quale l’evento si svolge, la sede del Museo Statale Omero di Ancona, l’unico al mondo che permette di conoscere l’arte attraverso il tatto.

Infatti il concerto rientra nel Progetto “Oltre l’Ascolto – Esperienze di diversa abilità nella dimensione della musica” promosso dall’Accademia d’Arte Lirica di Osimo, Lega del Filo d’Oro e Museo Tattile Statale Omero, in collaborazione con il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro e l’Associazione “Ragazzi Oltre” di Ancona – con il contributo di Cariverona e con il Patrocinio del Garante Regionale dei diritti alla persona.

I Solisti dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo 

Il soprano Zuzanna Klemańska, il mezzosoprano Nutsa Zakaidze e il baritono Matteo Torcaso, con il pianista Alessandro Benigni, canteranno nella sala dei greci del Museo, tra i calchi delle sculture più significative dell’antichità.

 “Intorno a Beethoven” ricostruisce l’ambiente viennese intorno alla dolorosa vicenda della perdita dell’udito di Ludwig van Beethoven, a cui la sordità non impedì la composizione dei grandi capolavori della maturità. Ci sono gli autori che hanno contato nella formazione del compositore – Salieri, Mozart, Haydn – e i suoi contemporanei – Rossini, Schubert, Weber.

Non esistono disabilità in musica, e Beethoven ne rende testimonianza.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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