Un Ferragosto all’insegna della moda all’Hotel Numana Palace

Riuscitissimo il defilé organizzato in Riviera del Conero con ospiti d'eccezione. Sabato 22 agosto proposta musicale anni ’70 ’80 ‘90

Numana, 17 agosto 2020 – La Riviera del Conero stupisce ogni giorno di più per la sua capacità e versatilità nell’organizzare eventi di richiamo nonostante tutte le restrizioni del momento.

Le strutture turistiche, le più colpite dalle normative in atto per il contenimento della diffusione da coronavirus, dimostrano d’essere capaci di reagire e di organizzarsi al meglio per offrire ai propri ospiti un soggiorno piacevole e stimolante. Come nel caso dei titolari dell’Hotel Numana Palace che nel giorno di Ferragosto hanno messo in piedi un Defilé Moda di notevole spessore.

Grazie a Barbara Ausili, moglie del titolare dell’Hotel e organizzatrice dell’evento, gli ospiti hanno assistito ad una passerella di capi d’abbigliamento provenienti dalla Boutique Socrate, di costumi da bagno Mare D’Amare e di accessori moda forniti dall’Emporio Marcelli.

Numana – Da sx: l’attore comico Marco Marzocca, il sindaco di Numana Gianluigi Tombolini e il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni

Abiti di taglio notevole e accessori curati nei dettagli che hanno sfilato di fronte a centinaia di persone con, fra gli altri, ospiti d’eccezione come i sindaci di Numana Gianluigi Tombolini e di Osimo Simone Pugnaloni, accompagnati dall’attore comico Marco Marzocca.

Un evento che, visto il successo: «replicheremo di sicuro anche il prossimo anno», ha promesso con soddisfazione l’organizzatrice Barbara; che non si ferma certo qui dal momento che per sabato prossimo, 22 agosto, ha già in programma una serata di musica anni ’70 ’80 e ‘90.

Dalle 21 alle 23, presso la terrazza dell’Hotel Numana Palace, il Dj Antonio Patani farà rivivere le hit  musicali di quegli anni ruggenti che sono state la colonna sonora della nostra gioventù.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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