Sette eventi in quattro giorni nel ricco weekend numanese

Fra gli altri, la cerimonia di consegna delle Bandiere Blu e l’esibizione del tenore anconetano David Mazzoni

L’arco di Numana (foto Adriatic Travel)

Numana, 28 luglio 2021 – Non potrebbe essere più ricca quest’ultima settimana di luglio in quel di Numana, con ben sette eventi in programma nel volgere di quattro giorni che presentiamo nel dettaglio.

Giovedì 29 luglio, per la rassegna Smile Numana, si esibirà Andrea Di Marco, comico genovese di Zelig e Colorado, che presterà il volto all’attivista del – Movimento Estremista Ligure – e ad altri memorabili e divertenti personaggi, accompagnandosi con la fedele chitarra. L’appuntamento è in Piazza Miramare.

Andrea Di Marco

Sempre giovedì, si svolgerà l’ultimo appuntamento della rassegna l’eterno ritorno degli eroi a cura del filosofo performer marchigiano Cesare Catà con lo spettacolo Shakespeare in Jukebox – Lezione-spettacolo tarologica sul teatro di Mastro Will.

Venerdì sera 30 luglio sarà la volta delle Note di Venere, festival musicale a cura del Maestro Marco Santini che si esibirà nella cornice di Piazza del Santuario insieme a Lucia Santini al pianoforte, accompagnati da una performance di tango argentino.

Sabato 31 luglio Numana ospiterà la festa regionale delle Bandiere Blu delle Marche, con la cerimonia ufficiale di consegna che si terrà alle ore 18.00 con la partecipazione del presidente Francesco Acquaroli e delle Autorità regionali e nazionali della FEE, “Foundation for Environmental Education”, assegnataria dei prestigiosi vessilli.

Il sindaco Gianluigi Tombolini con la Bandiera Blu 2020

La giornata si concluderà con uno spettacolo in Piazza del Santuario con l’esibizione di David Mazzoni Ensemble, reduce dalla fortunata partecipazione alla finale dell’ultima edizione di Italia’s Got Talent, e con la performance della sandartist (artista della sabbia) Paola Saracini, accompagnata dalle note del pianista Gabriele Esposto.

A Marcelli, in Piazza Miramare, andrà in scena X colpa di Sugar evento musicale dedicato a tutti i più grandi successi di Zucchero Fornaciari.

Il tenore anconetano David Mazzoni durante l’esibizione alla finalissima di Italia’s Got Talent 2021

A chiudere questa settimana ricca di eventi, domenica 1 agosto per la prima volta a Numana Andrea Perrozzi ne Il cantastelle, viaggio negli astri della musica italiana: storie di vita che si fanno astri su nel cielo, cantate dalla voce sensibile di Andrea attraverso le composizioni più belle ed emozionanti del nostro tempo

Tutti gli eventi inizieranno alle 21.30; l’ingresso è gratuito e i posti non sono prenotabili. Si consiglia l’arrivo in Piazza a partire dalle 20.45 per espletare tutte gli adempimenti e le procedure previste anti Covid-19.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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