Parliamone a Numana con sorpresa: c’è Filippo Magnini

Il nuotatore pesarese due volte campione mondiale nei 100 stile libero presenterà il suo libro “La resistenza dell’acqua” e si racconterà lunedì 24 agosto in Piazza del Santuario

Numana, 21 agosto 2020 – Ex nuotatore considerato miglior stileliberista italiano di sempre nelle distanze brevi, due titoli mondiali in vasca lunga e due in vasca corta e 17 ori europei. Con questo invidiabile palmares il pesarese Filippo Magnini si presenterà ai turisti numanesi lunedì 24 agosto, ore 21.30, in Piazza del Santuario ospite della rassegna Parliamone a … Numana.

Magnini, oltre a presentare il suo libro “La resistenza dell’acqua”, si racconterà al pubblico toccando tutti i principali temi che hanno contraddistinto la sua vita di sportivo e non: la lotta al doping e l’assoluzione al Tribunale arbitrale dello sport; la sua strepitosa carriera costellata di successi; i momenti più belli e quelli in cui ha dovuto stringere i denti; i segreti che lo hanno accompagnato in tanti anni di prestazioni nelle piscine di tutto il mondo; la sua vita privata, fino all’incontro con la showgirl e attrice italiana Giorgia Palmas che lo sta per rendere padre.

A condurre la serata, il giornalista e telecronista Rai Tommaso Mecarozzi. Si ricorda che l’ ingresso per tutti gli eventi è gratuito e i posti non sono prenotabili. Si consiglia l’arrivo in piazza a partire dalle 20 e 45 per espletare tutti gli adempimenti e le procedure previste anti Covid-19. Resta obbligatorio l’uso della mascherina in tutta la piazza.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

So this is Xmas (unfortunately…) caro John

Quest’anno, nonostante le tradizioni, sarà un Natale diverso


2 dicembre 2020So this is Xmas/ And what have you done/Another year over/And a new one just begun… (Così questo è il Natale/E cosa hai fatto?/Un altro anno è passato/Ed uno nuovo è appena iniziato…)

Da anni ormai, puntualmente ogni anno, all’avvicinarsi del Natale e delle sue, almeno per me, infingarde e melanconiche atmosfere che l’accompagna, questa celeberrima canzone di John Lennon torna a ronzare insistente nella testa. Quasi un j’accuse verso consapevolezze regolarmente ignorate (Così questo è il Natale..); verso quel senso di colpa che saltella qua e là fra le note, che ti porta a pensare: “cavolo, certo che potevo fare di più!” (E cosa hai fatto?)

Non esiste nulla al mondo che possa in qualche modo avvicinarsi al Natale. Pasqua, Capodanno, Ferragosto… non c’è confronto. Neppure la parvenza d’una improbabile competizione. Natale è Natale, punto! Sarà il presepe e l’albero addobbato, saranno le luminarie, sarà quell’odore persistente di neve che respiri nell’aria anche quando la neve non c’è, sarà la messa di mezzanotte anche se a messa poi non ci vai, o il cenone in famiglia, i pacchi regalo che fanno luccicare gli occhi dei bimbi, o il mercante in fiera e la tombola con amici e parenti, il panettone e i mandarini… ognuno si prenda il ricordo, il sapore, l’atmosfera che vuole, tanto è gratis.

So this is Xmas (war is over)… ronza Lennon nella testa. Chissà se anche lui a Natale mangiava panettone e mandarini… se non l’ha fatto s’è perso parecchio. Però, caro John, quest’anno non è vero che la guerra è finita. Non è finita quella che intendevi tu e, per giunta, ne è arrivata un’altra così micidiale, infingarda, restrittiva a livello mondiale che neppure ti potevi lontanamente immaginare.

È una guerraccia, John, perché il nemico è invisibile e non puoi sparare a qualcosa se non lo vedi. E siccome è invisibile c’è gente che neppure ci crede d’essere in guerra, d’avere un nemico. Anche se le cataste dei morti sono altissime un po’ dappertutto: in America come in Giappone. Indistintamente dal colore della pelle, John, altro che i fratelli rossi, gialli, bianchi e neri che tu auspicavi in pace. Oggi, quei fratelli sono accomunati da un identico destino cinico e baro.

Quest’anno, lasciamelo dire, per la prima volta nella vita il Natale sarà un’altra cosa per quanto il mondo si sforzi per far sì che sia ancora quello di sempre. Quest’anno sarà diverso, costretto, dismesso, limitato. Costellato da una punta d’angoscia, quella brutta brutta però, che ti fa sentire impotente e piccolo piccolo, senza armi, piani o strumenti necessari a gestire il futuro.

Così questo è il Natale/E cosa hai fatto? Ti rispondo, John: ho vissuto. Semplicemente. E come me, miliardi di esseri umani. Ma quest’anno sarà un Natale diverso… War is over, if you want it/War is over now/Happy Xmas. Lo vorrei con tutto me stesso, John, non sai quanto; ma non è vero che la guerra è finita. Felice Natale anche a te. Quest’anno, per me, lo sarà un po’ meno.

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