Numana – Il Cinema Arena Italia riapre il sipario con Paolo Migone

Il comico livornese aprirà la serata inaugurale del dopo restyling sabato 30 ottobre

Numana, 25 ottobre 2021 – Il Cinema Arena Italia di Numana sarà inaugurato e riaperto al pubblico sabato 30 ottobre, dopo l’opera di restyling portata avanti dall’Amministrazione comunale.

La serata inaugurale verrà aperta dal comico di Zelig Paolo Migone che, dopo il taglio del nastro, si esibirà alle ore 21.15 con lo spettacolo Completamente spettinato. Da anni amico di Numana, Paolo Migone artista dalla comicità corrosiva e dallo stile visionario, ha accettato con grande entusiasmo l’invito ad aprire la stagione autunnale nel nuovo cinema, elevando così l’evento di inaugurazione con il contributo del grande cabaret.

Situato nel cuore del centro storico, il Cinema Arena Italia riapre le porte con l’obiettivo di tornare ad essere motore culturale e artistico di Numana. Con 270 sedute, la galleria con la nuova balaustra in vetro, il nuovo palco ed ingresso e bagni interamente ristrutturati, il cinema riprende il suo posto nell’offerta di eventi del territorio.

«La nuova veste, permetterà di garantire una programmazione di eventi nel segno della continuità al fine di creare aggregazione sociale – commenta, entusiasta, il sindaco Tombolinie di destagionalizzare offrendo alla comunità intrattenimento anche nel periodo invernale. La nuova programmazione sarà sia occasione per divertirsi sia per fare del bene, dal momento che parte del ricavato sarà devoluto in beneficenza. La valorizzazione del territorio in ogni periodo dell’anno era e rimane – conclude Tombolini – una delle principali prerogative del nostro programma amministrativo, che ha subito un rallentamento causa la pandemia»

Nel corso dell’evento inaugurale, oltre al tradizionale taglio del nastro, verrà ufficializzato il programma della stagione autunnale fra teatro, cabaret e anteprime nazionali di film. Il cartellone, in fase di definizione, è organizzato in sinergia dalle associazioni di volontariato attive localmente: Pro Loco Humana Picena, Unitre Numana-Sirolo, Croce Bianca, Avis comunale, associazione socioculturale La Fenice, Aido, Acli Svarchi-Numana, Educate for Good Onlus.

Il biglietto unico per lo spettacolo di Migone costa 10 euro. Per la prenotazione chiamare il numero 333 144 50 56.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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