Gli eventi a Numana nella settimana di Ferragosto

Cancellati dal cartellone appuntamenti della tradizione come il Concerto all'alba, la Festa della Madonna Assunta e lo spettacolo pirotecnico

Numana, 10 agosto 2021 – Cancellati dal cartellone per vari ed ovvi motivi gli appuntamenti estivi di grande tradizione come il Concerto all’alba, la Festa della Madonna Assunta e lo spettacolo pirotecnico, la settimana di Ferragosto a Numana riserva comunque un ricco programma di eventi.

Mercoledì 11 agosto la rassegna Smile Numana in Piazza del Santuario ospita Dado, comico di Zelig e Colorado, che proporrà lo spettacolo L’impertinente.

Il comico, Dado

Stessa location, giovedì sera 12 agosto, dove a salire sul palco sarà Susanna Amicucci che interpreterà le più belle canzoni di Mina.

Venerdì 13 agosto continua il festival musicale Note di Venere in Piazza del Santuario con il Maestro Marco Santini. Per questa occasione sarà accompagnato dalla meravigliosa voce di Rosa Sorice e dalle note del pianoforte di Gabriele Esposto.

Per gli appassionati del nettare di Bacco, doppia proposta venerdì 13 e sabato 14 agosto in Piazzale Cavalluccio (dietro al Palazzo comunale,) dalle 19 alle 23 con Viniamo Numana – alla scoperta dei vini marchigiani dove alcuni tra i migliori vignaioli locali presenteranno e faranno degustare i loro vini.

Domenica 15  agosto, in Piazza Miramare a Marcelli, la band Jovanotti Fortunati proporrà dal vivo il suo show esplosivo in omaggio a Lorenzo Cherubini.

Gli spettacoli avranno inizio alle ore 21.30. L’ingresso è gratuito e i posti non sono prenotabili. In seguito all’entrata in vigore del Decreto Legge 23 luglio 2021, n.105, per poter accedere a quelli che prevedono posti a sedere (11 e 15 agosto), è obbligatorio, dai 12 anni in su, esibire la Certificazione Verde/Green Pass. Si consiglia pertanto l’arrivo in piazza a partire dalle 20.45 per poter espletare tutti gli adempimenti necessari.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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