Dal 20 al 23 Luglio 2017

 

Proseguono senza sosta gli eventi dell’Estate numanese! Li elenchiamo di seguito da giovedì 20 a domenica 23 luglio.

  • Da giovedì 20 luglio ed ogni giovedì di luglio e agosto, all’Antiquarium di Numana  dalle ore 18.00 c’è “Chi trova un Piceno trova un tesoro”, un laboratorio-caccia al tesoro per famiglie con bimbi dai 5 ai 12 anni all’interno del museo (prenotazione obbligatoria);
Numana – I Cd Rom
  • venerdì 21 luglio prosegue la serie di spettacoli comici “Smile Numana”, con la direzione artistica di Marco Marzocca, ospiti il duo “CD ROM” direttamente dalla trasmissione RAI TV “Made in Sud”, a Marcelli in Piazza Miramare dalle 21.15;
Numana – Notte di strada
  • sabato 22 luglio dalle 20.00 alle 24.00 ci sarà lo straordinario spettacolo itinerante “Notte di strada”: nel centro di Numana ben 10 performance di teatro, musica, danza, giocoleria, burattini, arti circensi distribuite in vari punti del paese (allegata anche mappa col programma dettagliato per ogni postazione prevista);
Numana:il SS Crocifisso
  • domenica 23 luglio alle 21.30 un importantissimo evento religioso: dopo un accurato restauro, grazie agli sponsor locali, la comunità numanese potrà festeggiare il ritorno all’adorazione dei fedeli del SS Crocifisso, con una processione che si snoderà da Piazza Nuova alla chiesa di Cristo Re. Qui si terranno letture sulla sua storia a cura del Museo Diocesano, canti religiosi a cura della Corale numanese a Lui intitolata, ed una preghiera finale di ringraziamento da parte di Sua Eminenza il Cardinale Edoardo Menichelli.

 

redazionale


Un commento alla notizia “Dal 20 al 23 Luglio 2017”:

  1. patrik pambianco says:

    Domenica 23 c’e’ stato anche un concerto tributo agli U2 in piazza Miramare….ed era full….

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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