Sfilata di auto e Miss domenica 18 giugno all’Auchan di Ancona

Le Fiat 500 vintage, più giovani modelle, sfileranno per aiutare le piccole imprese colpite dal sisma

Ancona – Si è tenuta all’Auchan di Ancona la conferenza stampa dell’evento “Fiat 500 Vintage & Miss 500 Vintage” che si terrà domenica 18 giugno proprio nella cornice dello stesso centro commerciale.

Da sinistra: Cristiano Belfiore della Bc Events, Lina La Gioia direttrice Auchan, Ennio Duranti consigliere CAMSA, gli organizzatori di “Fiat 500 vintage e Miss 500 vintage”

La manifestazione è organizzata dalla Bc Events di Cristiano Belfiore e dalla C.A.M.S.A. di Ancona, l’associazione di auto e moto storiche rappresentata dal consigliere Ennio Duranti, in collaborazione con le Gallerie Auchan della direttrice Lina La Gioia.

L’iniziativa nasce da un’idea semplice quanto nobile: aiutare le piccole imprese marchigiane colpite dal terremoto. Come? Con l’evento di domenica – ripetuto il 9 luglio all’Auchan di Porto Sant’Elpidio – verrà prodotto un calendario che raffigurerà 12 cinquecento storiche abbinate a 12 splendide ragazze che parteciperanno alla sfilata nelle due occasioni.

Le copie del calendario verranno vendute negli ipermercati Auchan ed il ricavato verrà consegnato personalmente ai piccoli e medi imprenditori in difficoltà dopo il sisma.

Come verranno selezionate le cinquecento e le ragazze che finiranno sul calendario? Attraverso una votazione di una giuria specializzata e di una popolare: infatti ci sarà uno stand apposito dove si potranno ritirare le cartelline per esprimere il proprio giudizio.

Le prime sei auto e le prime sei miss classificate nella tappa di Ancona, più altrettante a Porto Sant’Elpidio, faranno parte del calendario benefico.

Il programma prevede alle ore 16 l’inizio dell’esposizione delle cinquecento storiche e dalle ore 18 la sfilata di Miss Vintage, presentata dal giornalista Giacomo Giampieri. Al termine della sfilata la proclamazione delle sei migliori auto a cui verranno abbinate le sei ragazze più votate.

Vi aspettiamo numerosi domenica all’Auchan di Ancona!

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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