Porto Recanati celebra il mitico Brodetto

Il clou domenica 17 giugno in Piazza Bracondi con le proposte degli chef Scalmazzi, Giorgini e Cipriani

Porto Recanati, 12 giugno 2018 – Il piatto più famoso della bella città marinara, verrà celebrato domenica 17 giugno dalle 17 fino a tarda sera in Piazza Bracondi allestita con tutti i crismi di una elegante serata di gala.

Nel  frattempo, in questi giorni, sarà possibile gustare il vero Brodetto di Porto Recanati nei tanti ristoranti che hanno aderito all’iniziativa. Che vuole elevare e divulgare questa storica ricetta e legare ad essa il mare, l’entroterra marchigiano, la cultura, il turismo ed il vino.

Un’iniziativa fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale che sostiene e dà risonanza agli attori di questa bella avventura, presentata venerdì scorso nella sala della Pinacoteca al cospetto di tanta stampa e gente interessata. Dopo il saluto del sindaco Roberto Mozzicafreddo e della vice Rosalba Ubaldi, entrambi ottimi gourmet, l’assessore Angelica Sabbatini ha dato il via ad un vero e proprio spettacolo introducendo Marco Pacella, memoria storica della città.

Pacella ha raccontato che il Brodetto di Porto Recanati non è nato dalla mente di un pescatore ma da quella di un cuoco imprenditore di nome Giovanni Velluti, patron del ristorante Il Grottino nel secolo scorso. Ha spiegato che è l’unico brodetto marchigiano senza il pomodoro ma con la zafferanella o zafferano selvatico che lo rende, appunto, dorato.

A seguire la parola è andata ai tre cuochi che saranno i protagonisti della  festa la prossima domenica: German Scalmazzi del ristorante Chalet La Rotonda 1962, Fabio Giorgini del ristorante Fabietto e Fabio Cipriani del Giannino.

German Scalmazzi ha spiegato come il progetto nasca dall’amicizia che lega i tre chef, e dalla voglia di alzare il livello della cucina dentro i locali della città. Giorgini ha elencato tutti i pesci che servono per fare un vero brodetto, e che vanno scelti in base alla stagionalità. Cipriani ha illustrato la ricetta.

A loro supporto è intervenuta la Coldiretti della provincia di Macerata con il suo esperto di zafferano, coltivato nelle colline marchigiane di Camerino. Per il brodetto ci vuole un olio che sia delicato e non coprente. I tre cuochi hanno scelto la monocultivar orbetana di Laura Annibaldi.

A chiudere la ‘ricetta’ il vino, nelle vesti di Cesare Padula, responsabile AIS della provincia. Un altro viaggio, stavolta dentro il Verdicchio e le sue tante sfaccettature fra vigna, enologia e scelte aziendali. Le cantine che stapperanno le loro bottiglie sono Moncaro, Fattoria San Lorenzo e Sabbionare.

In conclusione, Angelo Serri, patron di Tipicità, ormai diventata una fiera internazionale di tutte quelle nostrane, e che ha sposato la mission brodetto inserendolo come sede di tappa nel Gran Tour delle Marche.

La ricetta tradizionale

Prevede, nell’ordine di cottura, seppie, palombo, razza, gattuccio, scorfano, tracina, coda di rospo, triglie, mazzancolla, scampi, pesce prete, panocchie, cefali, San Pietro, granchi e gallinella.

Si mette a bagno in acqua tiepida lo zafferano in pistilli e si fanno cucinare le seppie tagliate grossolanamente in olio e cipolla bianca sminuzzata, e via via si aggiungono i pesci che devono cucinare a fiamma molto bassa. Alla fine, lo zafferano.

Porto Recanati aspetta tanti buongustai domenica 17 giugno in Piazza Bracondi, con l’offerta strepitosa di un brodetto con la B maiuscola.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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