Pesaro Film Festival, il programma di lunedì 20 giugno

Al via il concorso, il Circus dedicato ai più piccoli, Polvere di stelle in piazza, l'omaggio a Mekas e il premio David di Donatello Nico Bonomolo

Pesaro, 19 giugno 2022 – La ricchissima giornata di lunedì 20 giugno inizia con l’omaggio che la Mostra dedica in occasione del centenario della nascita a Jonas Mekas – il grande cineasta lituano naturalizzato statunitense, noto per i suoi film sperimentali e considerato il padre del New American Cinema – con la proiezione al Teatro Sperimentale della prima parte di As I was moving ahead occasionally I saw brief glimpses of beauty (Lituania, 2000) grazie alla copia restaurata dal Lithuanian Film Center in collaborazione con il Lithuanian Culture Institute.

Pesaro – Piazza del Popolo

Alle 17.15, nello stesso teatro, si entra nel vivo del concorso Pesaro Nuovo Cinema, con le proiezioni di Festina Lente (Francia/Tunisia, 2021) di Baya Medhaffar, alla presenza della regista, A weave of light (Paesi Bassi, 2021) di Bram Ruiter, ospite in sala, e La Nave (Colombia, 2021) di Carlos Maria Romero.

Lo Spazio Bianco, a cura di Mauro Santini, prende vita, divenendo cuore del festival, grazie ai contenuti della retrospettiva dedicata a Martone. Da lunedì a sabato, dalle 15 alle 20, al piano superiore saranno proiettati alcuni film brevi, documentari e opere di video teatro appartenenti al periodo antecedente ai suoi film di lungometraggio degli anni 90, con figure fondamentali del suo percorso come il gallerista Lucio Amelio e l’attore Antonio Neiwiller.

Il programma Prologo comprende: Foresta nera, Nella città barocca, Due Don Giovanni, Il desiderio preso per la coda, Prologo a Ritorno ad Alphaville, Lucio Amelio/Terraemotus; al piano inferiore farà da protagonista Film FlussoMario Martone 1977 -2022, la video-opera di 10 ore di durata che comprende materiali a partire dal 1977, che per la prima volta, proprio in occasione della retrospettiva di Pesaro, sarà visibile nella versione integrata con i lavori più recenti del regista. Completano l’esposizione, curata da Mauro Santini, fotografie Elio Di Pace dal set di Nostalgia e il backstage del film, in anteprima assoluta.

Pesaro Film Festival, Teatro Sperimentale

Per concludere gli eventi della giornata della retrospettiva di Martone, presso il Teatro Sperimentale, alle ore 21.00, sarà proiettato Noi credevamo (Italia/Francia, 2010) nella versione integrale proiettata alla 67ª Mostra internazionale d’arte cinematografica della Biennale di Venezia dov’era in concorso.

Il focus dedicato ad Anna Marziano apre le porte della Sala Pasolini dove, dalle 15.30, saranno proiettati alcuni dei lavori della regista: La Veglia (Italia, 2010), Al di là dell’uno (Francia/Italia/Germania, 2017, 53′) e Tutto qui (Francia/Italia, 2022), alla presenza della regista e dei curatori Rinaldo Censi e Federico Rossin.

Sempre in Sala Pasolini, alle 17.15 iniziano le Lezioni di Storia, Per una storia del cinema post-coloniale, con le proiezioni di Fatma 75 (Tunisia, 1976) di Selma Baccar e La Zerda et les chants de l’oubli (Algeria, 1982) di Assia Djebar, alla presenza del curatore Federico Rossin.

Al via lunedì 20 anche il Pesaro Film Festival Circus, il festival nel festival dedicato ai più piccoli.  Presso il Centro Arti Visive Pescheria alle ore 16:00 si parte con la prima parte di Animafilm, il laboratorio a cura di Vincenzo Gioanola, per proseguire alle 18.00 con la proiezione in lingua originale con oversound recitato da Andrea Fugaro di The Ape Star (Svezia/Norvegia, 2021) di Linda Hambäck, presentato dalla curatrice Giulietta Fara.

Sotto le stelle, per la sezione cinema in piazza di lunedì 20, il videoclip della sezione Vedomusica Non ti perdo mai di Ditonellapiaga per la regia di Priscilla Santinelli e, a seguire, la proiezione di Maestrale di Nico Bonomolo. Il regista Premio David di Donatello 2022 per il miglior cortometraggio sarà atteso ospite della serata. A seguire un omaggio a Monica Vitti con la proiezione della versione integrale (152 minuti) e restaurata di Polvere di stelle di Alberto Sordi.

La Vela incantata – cinema in spiaggia, presso i Bagni Agata, proietterà alle 21.30 La vita agra (Italia, 1964) di Carlo Lizzani.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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