Offagna – Secondo weekend di Cene Medievali

Tante le animazioni durante la conviviale con gli sbandieratori del Gruppo Storico, il fuoco dei Carantos e i combattimenti d’epoca dei Signo Gladis

Offagna, 23 luglio 2020 – Secondo weekend di “Cene Medievali” ad Offagna, con il nuovo format che quest’anno sostituisce la settimana tipica di rievocazioni storiche sotto la Rocca. Dopo il successo della prima conviviale sabato scorso, con quasi il tutto esaurito, si bissa domani (venerdì 24 luglio) e sabato sera (25 luglio) in Piazza della Contesa con il menù proposto dal Ristorante Dalle Donzelle di Offagna con quattro portate tipiche dell’Età di Mezzo.

La cena, al costo di 35 euro (20 per gli under 12, gratis per i bimbi fino a 5 anni, prenotazione al 334 3907853) comprende anche le bevande e tutta l’animazione organizzata dal Gruppo Storico Offagna, che metterà in campo una decina di sbandieratori e altrettanti tamburini, per allietare la conviviale. Ma a differenza dello scorso weekend ci saranno anche i Carantos che si esibiranno con il fuoco, i Signo Gladis che insceneranno combattimenti d’epoca e il gruppo teatrale.

Offagna – Un momento della cena medievale dello scorso weekend

Il programma degli eventi estivi offagnesi proseguirà lunedì 27 luglio alle 17 con la “Visita alla Rocca con degustazione di vini”. Costo 20 euro (prenotazione al 392 1302383).

Giovedì 30 luglio, “Aperitivo sotto la Rocca” organizzato alle 19 dal ristorante Dalle Donzelle con massimo 40 persone al costo di 15 euro che comprende anche visita guidata alla Rocca quattrocentesca (prenotazione al 392 1302383).

Si potranno visitare  i tre musei del paese: quello della Rocca aperto tutti i giorni (orario 10-13, 15-20), il museo della Liberazione di Ancona e quello di scienze naturali Luigi Paolucci aperti sabato e domenica (orari 10-13, 16-19). La visita al singolo museo costa 4 euro, il biglietto congiunto 10 euro (20 il ticket famiglia, due adulti e figli minorenni). Ingresso gratis per i residenti, per i diversamente abili con accompagnatori e per i bambini fino a 5 anni. Prezzo invece ridotto a 2,50 euro tra i 6 e i 17 anni, per gli over 65 e i gruppi sopra le 10 unità. Si può prenotare la visita al 392 1302383 o in loco al momento.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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