Medici Senza Frontiere ospite di Ti Ci Porto Festival

A Palazzo Camerata un intervento sull’azione umanitaria in zone di guerra

Ancona – Ti Ci Porto e Medici Senza Frontiere, un sodalizio importante per far conoscere da vicino ai cittadini anconetani le attività della più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo, che da oltre 40 anni porta soccorso e assistenza medica a popolazioni senza accesso alle cure o colpite da guerre e catastrofi naturali.

Questa sera, giovedì 7 settembre alle 21.30 presso la sede dell’assessorato alla Cultura di Palazzo Camerata si terrà l’incontro “L’azione umanitaria di Medici Senza Frontiere nelle zone di guerra” con la testimonianza di Francois Dumont, direttore del dipartimento comunicazione e advocacy di MSF Italia, sulla sua recente esperienza a Mosul, in Iraq e sui diversi contesti di guerra, dallo Yemen alla Siria fino alla Repubblica Centrafricana, dove l’organizzazione è impegnata in prima linea. A moderare l’incontro sarà Andrea Taffi, caporedattore del Corriere Adriatico.

Francois Dumont, direttore della comunicazione di Medici Senza Frontiere, questa sera ad Ancona nell’ambito di Ti ci Porto Festival 2017

L’evento prevede anche la lettura di testimonianze di operatori dalle zone di guerra e video che illustrano la preziosa opera di assistenza medica che gli operatori umanitari di MSF offrono alle popolazioni in difficoltà.

«Abbiamo scelto il Festival per il nostro evento di sensibilizzazione sia per la consolidata capacità attrattiva di TiCiPorto, sia per la qualità delle proposte culturali e artistiche del Festival, stimolo alla condivisione e all’inclusività” spiega Annamaria Mandese, coordinatrice del Gruppo di Ancona di Medici Senza Frontiere”.

Il logo di Medici Senza Frontiere

Per tutti i partecipanti ci sarà inoltre la possibilità di effettuare gratuitamente un tour multimediale ed esperienziale la “#MILIONIDIPASSI Experience” che grazie all’ausilio di visori 3D farà immergere il pubblico nelle drammatiche condizioni di chi è costretto a fuggire da guerre e povertà, negli estenuanti viaggi via terra e via mare o vivere nelle baracche fatiscenti dei campi profughi. Sarà allestita anche la mostra fotografica “Con gli occhi di Medici Senza Frontiere” sulle principali aree di intervento dell’organizzazione.

Medici Senza Frontiere realizza progetti in circa 70 paesi al mondo e nel 2016 ha effettuato più di 9 milioni e mezzo di visite mediche, ha effettuato oltre 92.000 interventi chirurgici, aiutato a nascere più di 250.000 bambini. Tra gli esponenti più illustri dell’organizzazione, l’infettivologo marchigiano Carlo Urbani, morto nel 2003 in Vietnam mentre si occupava dell’emergenza Sars, che è stato anche presidente nazionale di MSF.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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