La première di Paolo Paciaroni al Relais Benessere Borgo Lanciano

L’executive chef del Ristorante I Due Angeli a Castelraimondo ha presentato la sua cucina e la nuova brigata al cospetto di gourmet attenti e interessati

Castelraimondo (MC) – Debutto ufficiale, al Ristorante I Due Angeli del Relais Spa Benessere Borgo Lanciano a Castelraimondo di Macerata, per l’executive chef Paolo Paciaroni. Al cospetto di interessati gourmet, l’astro nascente dell’alta cucina marchigiana e nazionale ha spiegato la sua linea filosofica. Che parte dalla terra intesa come territorio e tradizione, legata ai prodotti e alla loro stagionalità.

Castelraimondo – Il ristorante I Due Angeli del Relais Spa Benessere Borgo Lanciano

Per Paciaroni è un ritorno a casa. Circa quattro anni fa ha lasciato Tolentino e il suo ristorante per fare esperienze nuove. Per imparare a lavorare materie prime diverse e sconosciute. La sua professionalità e la sua crescita lo hanno visto cucinare capriolo e cervo, pesci di lago e di fiume. Dalla Val Badia al Casta Diva di Blevio al fianco di Massimiliano Mandozzi, suo caro amico e marchigiano doc, sotto la direzione di Gennaro Esposito. Un grande Maestro che gli ha insegnato come fare squadra. Come rispettare e proteggere la materia per trasformarla e esaltarla.

Paolo è qui dal dicembre scorso ma, come succede nelle migliori famiglie, si è preso il tempo necessario per costruire una brigata compatta e solida prima di presentarsi. I privilegiati, perché è stato un onore e un privilegio essere fra gli ospiti di questa “première”, hanno toccato con tutti i sensi la maturità raggiunta dal grande cuoco.

Tartare di Manzarda Marchigiana, Fonduta e Nocciole

Piatti sicuri ben definiti nell’aspetto, nei colori e nei sapori. Un tutt’uno con l’ambiente elegante ma sobrio, caldo, accogliente e quasi regale nella sua semplicità. Un aperitivo con Perlage e Finger Food, preparati al momento, ha intrattenuto allegramente gli ospiti che, appena seduti al tavolo, sono stati deliziati da una Tartare di Manzarda Marchigiana, Fonduta e Nocciole. Apprezzata e spazzolata anche da chi, di solito, non mangia carne cruda.

Anatra Arrostita al fumo, Carciofi e Uova pochet

Stella Flora 2012, 50% Pecorino e 50% Passerina, uno dei grandi vini di Maria Pia Castelli, ha avuto il suo degno palcoscenico con questo primo antipasto e con il secondo, molto difficile da abbinare ad un vino: Anatra Arrostita al fumo, Carciofi e Uova pochet. La perfezione dell’uovo, il profumo del fumo nella carne e il carciofo ripieno di mollichine come facevano le nostre nonne cucinandolo lentamente in padella coperto dalla carta del pane, hanno fatto sospirare di piacere l’intera sala.

Risotto Carnaroli, Riserva San Massimo, con Nocciole Topinambur e Burrata.

Con i due primi arriva il cambio del vino. Tocca a Orano 2013, Sangiovese in purezza. Perfetto per il Risotto Carnaroli, Riserva San Massimo, con Nocciole Topinambur e Burrata. Un piatto da ricordare così come i Trucioli di Gualtiero Marchesi al ragù di agnello, Sedano Rapa e Pistilli di Zafferano.

Carla Latini presenta i suoi ‘Trucioli di Gualtiero Marchesi

Insieme a Maria Pia Castelli che come una sposa raffinata si ferma ad ogni tavolo raccontando i suoi vini, c’è anche Carla Latini con il marito Carlo. Produttrice di pasta artigianale a Osimo e ‘mamma’ del Truciolo. Un formato di pasta unico voluto, per Expo 2015, dal Maestro Marchesi.

Trucioli di Gualtiero Marchesi al ragù di agnello, Sedano Rapa e Pistilli di Zafferano

Dal Sangiovese passiamo, in crescendo, a Erasmo Castelli 2010, Montepulciano 100%. Da degustare insieme al piatto forte della serata: Terrina di Maialino, Funghi Porcini, Patate Viola in Due consistenze e Pop Corn della sua Cotenna. Dentro la terrina, un’esplosione di contrasti e sapori forti, c’è tutta la maturità raggiunta dal nostro Paciaroni.

Terrina di Maialino, Funghi Porcini, Patate Viola in Due consistenze e Pop Corn della sua Cotenna

Un dolce spiritoso che invita a giocare con una fialetta da dosare, chiude la cena. È un Cake di Carote, Zabaione al Varnelli e Namelaka al Cioccolato al Latte. La Namelaka è una crema fatta senza uova, senza farina e senza grassi. Un’invenzione di un pasticcere giapponese. Molto difficile da realizzare. Questa di Paolo è superba.

Cake di Carote, Zabaione al Varnelli e Namelaka al Cioccolato al Latte.

Applausi e risate fanno da sfondo alle parole che Paciaroni regala alla platea circondato dalla sua giovane brigata. Profetiche e azzeccate le parole a lui rivolte da Alessandro Borghese durante la partecipazione a Cuochi d’Italia: «Paolo sorride sempre, è un cuoco felice».

Lo chef maceratese Paolo Paciaroni

E felice Paciaroni lo è davvero. Per diversi motivi. Felice di essere al comando di una grande cucina, con una squadra motivata e pronta a qualsiasi sfida, sostenuto con professionalità e rigore dal direttore del Borgo, Stefano Pinto, affiancato dall’insostituibile Monica Margheritini che sovrintende e controlla che tutto vada per il meglio.

Fra gli ospiti, sorride felice anche la signora Vittorina Nori Zuffellato, proprietaria dell’intero Borgo che ha ristrutturato con amore, pazienza e passione fino a farlo diventare la meraviglia che è oggi. Una perla fra le splendide montagne e gli storici paesi di uno degli entroterra marchigiani più belli.

il sous chef Marco Trottini, Pieluigi Uriani, Marco Pagliari, Pierfrancesco Lupo e, in sala, Alan Vita

Paolo Paciaroni e la sua brigata, il sous chef Marco Trottini, Pieluigi Uriani, Marco PagliariPierfrancesco Lupo e, in sala, Alan Vita, invitano a provare il Ristorante I Due Angeli. Un viaggio che merita una sosta più lunga. Perché, nella spa, sarà soddisfatta  appieno la vostra voglia di relax.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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