Jesi – Brand Festival 2018: comunicazione e identità di Marca

Un evento internazionale che dal 6 aprile porterà in città, fra gli altri, Barilla, Mulino Bianco, Ceres, le Gallerie degli Uffizi, Coop

Jesi – Cos’è il Brand Festival? 100 relatori, 40 eventi ed iniziative in 8 giorni e un intero centro storico che si trasforma nel cuore italiano della comunicazione: sono i numeri del Brand Festival, seconda edizione, uno dei più grandi eventi sulla comunicazione e l’identità di marca in Italia che porterà Jesi e le Marche, dal 6 al 13 aprile prossimi, al centro dell’attenzione nazionale ed internazionale.

Un evento che ogni anno convoglia in città migliaia di persone fra professionisti del settore, aziende e appassionati. Quest’anno, fra i protagonisti d’eccezione, ci saranno Barilla, Mulino Bianco, Ceres, le Gallerie degli Uffizi, Coop ma anche SodaStream, Aran Cucine e FSC.

Paolo Iabichino

Accanto a queste grandi realtà interverranno i maggiori esperti in Italia di comunicazione e Branding. Fra gli altri, Paolo Iabichino, Comunicatore dell’Anno 2018, Michelangelo Tagliaferri, Fondatore dell’Accademia di comunicazione di Milano, Alessandro Ubertis  Presidente Unicom e fondatore della Carmi&Ubertis. ,

Un festival alla sua seconda edizione ma già con una vocazione internazionale. Ci saranno infatti ospiti provenienti da tutto il mondo e in particolar modo da Budapest e due video-interviste dal Giappone e da New York.

Jesi – Gli organizzatori del Brand Festival al lavoro

L’ideatore del festival è Graziano Giacani che spiega: «Il Brand Festival, nato quasi per scherzo nel 2017, doveva essere un semplice incontro sul tema del branding poi, giorno dopo giorno si è trasformato in qualcosa di inaspettato: un’intera città che apre le porte dei suoi palazzi più belli; i professionisti di un’intera regione, le Marche, che accettano la sfida di dimostrare il valore della comunicazione».

I grandi eventi

Il programma è ricco di eventi ma in particolar modo saranno due quelli da non perdere: l’opening di venerdì 6 aprile (ore 21.00 – Teatro Pergolesi – Ingresso Libero) dedicato ad un grande confronto internazionale sulla comunicazione e sul Branding con ospiti da Budapest, Tokyo e New York, ma anche con Superbrands ospiti e protagonisti come Mulino Bianco.

Domenica 8 aprile invece andrà scena sempre al Teatro Pergolesi il grande Main Event (ore 9.00 – Teatro Pergolesi): il “cuore” del festival, con i grandi della comunicazione da tutta Italia, le aziende internazionali, le agenzie di comunicazione del territorio (oltre 40 le aderenti) e migliaia di persone da tutta Italia.

La formazione

Brand Festival è anche sinonimo di formazione e approfondimento per il business, per le aziende ma anche per le persone comuni. Tante infatti sono le opportunità per chi vuole conoscere strategie, tecniche e strumenti per comunicare meglio e in maniera più efficace.

Tre corsi di formazione professionali su Digital Branding (sabato 7 aprile), Brand Design (sabato 7 aprile) e Copywriting (lunedì 9 aprile).

Per manager e imprenditori ci sarà una intera giornata a dedicata alla comunicazione per il mondo del business (giovedì 12 aprile); un business day con pratica, teoria e case history sul mondo della comunicazione per le imprese.

Per locali, ristoranti e commercianti tre corsi specifici sulla comunicazione, sul marketing e sull’esperienza nei negozi (tutti i corsi si svolgeranno il lunedì 9 aprile).

Corsi anche per liberi professionisti e Amministratori pubblici, infine tante attività formative ed anche divertenti per tutti, in particolar modo un corso gratuito di Public Speaking, uno sull’umorismo per il personal branding ed uno sullo Stile (tutti sabato 7 aprile).

A tutto ciò si aggiunga una serie di convegni e mostre, i festeggiamenti per il 50esimo del Verdicchio dei Castelli di Jesi e la novità 2018, la “Notte dei Marchi Mannari”: una vera e propria festa diffusa nei locali del centro storico di Jesi sabato 7 aprile, per tornare a vivere i marchi storici della nostra vita. 

Per tutti i dettagli sul programma, consultare www.brandfestival.it

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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