Il “Cascioburger” protagonista alla Fiera campionaria di Senigallia

Bovinmarche presenta il panino gourmet fatto con Casciotta d’Urbino Dop e carne Igp al 100% marchigiana

Senigallia – La carne marchigiana di qualità di BovinMarche è pronta a far bella mostra di sé durante l’edizione 2017 della Fiera Campionaria di Sant’Agostino in centro storico a Senigallia.

«Partecipare alla manifestazione – spiega Paolo Laudisio, direttore di Bovinmarche, cooperativa di allevatori marchigiani – è per noi un appuntamento fisso. I visitatori sono in attesa di gustare le nostre proposte gastronomiche. Per premiarli abbiamo deciso di proporre una vera prelibatezza: il Cascioburger».

Paolo Laudisio, direttore di Bovinmarche

È così che il pubblico della Fiera Campionaria potrà conoscere una delle eccellenze Bovinmarche, il Cascioburger, connubio perfetto dei gusti del Montefeltro: la Casciotta d’Urbino e l’hamburger 100% Carne IGP e Casciotta d’Urbino DOP.

Dopo aver creato, nel 2012, il Marchburger, primo hamburger con carne al 100% marchigiana, riconosciuto come panino gourmet, BovinMarche ha infatti deciso di  aggiunge al prodotto anche la gustosa Casciotta d’Urbino (prodotto di cui era particolarmente ghiotto Michelangelo Buonarroti), per un nuovo hamburger ancora più prelibato.

Il “Cascioburger”, novità della Fiera campionaria di Senigallia. 

«Sarà uno street food di qualità quello che il pubblico potrà conoscere nel nostro stand collocato all’interno del giardino della Rocca Roveresca – continua Laudisio – e soprattutto, sarà l’occasione per far conoscere i progetti, i prodotti e la filiera di qualità e rispetto del prodotto che, da 30 anni, continua a mettere al primo posto trasparenza (Bovinmarche è stata la prima organizzazione in Europa a implementare un sistema di tracciabilità elettronica attraverso un proprio disciplinare di etichettatura, anticipando i vari regolamenti che si sono poi succeduti a livello comunitario), e rispetto per le nostre piccole aziende associate che producono alta qualità con metodi ancora tradizionali».

All’interno dello spazio Bovinmarche anche le proposte legate alla filiera del suino, dell’ovino e materiale informativo della cooperativa di allevatori marchigiani.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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