I Carabinieri delle Marche celebrano i 208 anni della fondazione dell’Arma

La cerimonia alle ore ore 18.30 del 6 giugno presso la Caserma Giovanni Burocchi di Ancona sede del Comando Legione Carabinieri

Ancona, 6 giugno 2022 – Nella giornata odierna l’Arma dei Carabinieri celebra il 208 anni della sua fondazione. La ricorrenza avrà luogo alle ore 18.30 con una cerimonia militare all’interno del cortile della Caserma “Giovanni Burocchi” di Ancona, sede del Comando Legione Carabinieri Marche, alla presenza del prefetto della provincia di Ancona, Darco Pellos, e la partecipazione contenuta di Autorità e invitati stante l’attuale situazione pandemica.

 

Una cerimonia connotata dalla tradizionale sobrietà, con il pensiero rivolto a tutti coloro che hanno sofferto e hanno perso la vita in servizio e per l’emergenza epidemiologica, fra tutti l’appuntato Federico La Rotonda della Centrale operativa della Compagnia di Macerata, cui va il commosso ricordo di tutti i militari della Legione Carabinieri Marche.

L’Arma dei Carabinieri si è distinta per le numerose operazioni di assistenza alla cittadinanza che attestano l’incisiva presenza sul territorio, tra le quali emerge il salvataggio di un cittadino marchigiano da parte del maresciallo ordinario Emiliano Gatta, in servizio presso una Stazione dipendente, e le importanti operazioni di servizio, tra cui spicca la gestione della risposta operativa nel sequestro di uno scuolabus nell’iterland milanese da parte dell’appuntato scelto Q.S. Domenico Altamura, oggi in servizio nella città di Ancona.

La presenza del generale di Corpo d’armata M.O.V.M. Rosario Aiosa, dell’ispettore regionale per le Marche dell’Associazione Nazionale Carabinieri, generale Tito Baldo Honorati, della signora Giovanna Paolone, vedova del maresciallo capo Medaglia d’Oro al Valor Militare Sergio Piermanni e del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, sugellano l’operato dei Carabinieri in servizio ed in congedo con la consegna di riconoscimenti ai militari che si sono distinti in operazioni di servizio.

L’opera di prossimità dell’Arma, che nell’ultimo anno ha perseguito l’85% dei reati, è stata tradizionalmente alimentata dai valori morali, etici ed intellettuali cui aderiscono convintamente tutti i militari, dalla maggiore attenzione sempre rivolta ai più deboli che si trovano maggiormente esposti a rischi di sopraffazione. È così che l’Istituzione vuole sempre differenziarsi positivamente per impegno, dedizione, altruismo, generosità, umanità, ma anche fermezza, superando la palude dell’indifferenza.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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