Fermo – Concerto di Capodanno con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana

Brindisi al nuovo anno dal Teatro dell’Aquila fermano con l’Ensemble diretta da David Crescenzi. Appuntamento il primo gennaio 2021 alle ore 17 sui social

Fermo, 30 dicembre 2020 – Auguri di buon anno in musica con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana (Form), che saluta l’arrivo del 2021 insieme all’Amministrazione comunale di Fermo, con il suo tradizionale Concerto per il nuovo anno dall’incantevole Teatro dell’Aquila di Fermo.

L’Orchestra Filarmonica Marchigiana – Form – (foto di Riccardo Correrella)

L’appuntamento è per venerdì 1 gennaio, alle ore 17: il concerto sarà trasmesso su ÈTv Marche e sarà visibile a tutti in streaming sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della Form, oltre che sul canale YouTube di Visit Fermo.

A dirigere l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, Colonna sonora delle Marche, ci sarà David Crescenzi, direttore d’orchestra che vanta una carriera internazionale ormai più che ventennale e che conosce molto bene la formazione marchigiana. Crescenzi, bacchetta nota anche agli spettatori, ha diretto la Form negli ultimi concerti per il nuovo anno e nel tour dello scorso mese di agosto Beethoven 5 che ha riscosso un grande successo di pubblico nelle tre tappe regionali.

David Crescenzi in una delle sue direzioni della Form

Il programma del primo gennaio 2021

inizierà con Le Nozze di Figaro: Ouverture di Wolfgang Amadeus Mozart; quindi Cavalleria Rusticana: Intermezzo di Pietro Mascagni e Tritsch-Tratsch Polka, Op. 214 e Frühlingsstimmen (Voci di Primavera), Op. 410 di Johann Strauss (Jr.). Si torna all’opera con La Traviata: Preludio Atto I di Giuseppe Verdi; poi Auf der Jagd (A caccia), Op. 373 e Unter Donner und Blitz (Fra tuono e fulmine), Op. 324 di Johann Strauss (Jr.); Danza ungherese n. 5 in sol min. di Johannes Brahms; per concludere con le sempre coinvolgenti An der schönen blauen Donau (Sul bel Danubio blu), Op. 314 di Johann Strauss (Jr.) e Radetzky Marsch, Op. 228 di Johann Strauss (Sr.).

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo