Donne di Ancona, il loro ruolo nella pesca

Appuntamento il 5 gennaio nell’ambito della mostra “I Pescatori di Ancona”

Ancona – Appuntamento il 5 gennaio 2018, ore 17, alla sala Boxe della Mole Vanvitelliana, con “Donne – silente presenza nella pesca” incontro con le donne della pesca nell’ambito della mostra fotografica I Pescatori di Ancona – Dal fascismo agli anni Settanta attraverso le immagini degli album di famiglia.

Interverranno la Senatrice Silvana Amati e Stefano Foresi, assessore alla Partecipazione democratica del Comune, intervistati da Maria Francesca Alfonsi, giornalista.

Le donne delle famiglie dei pescatori degli Archi guardano l’obiettivo innanzi tutto con il desiderio di essere ricordate dai propri familiari. Si fanno ritrarre in qualsiasi occasione, preferibilmente da parenti, amici e conoscenti. Ecco perché nella maggior parte dei casi è difficile trovare pose “ingannevoli”.

Scelgono di ricorrere  ad uno studio fotografico solo in base all’importanza dell’evento (matrimoni, comunioni, tessere di lavoro o ricordo ai posteri) e all’importanza che la donna e la sua famiglia attribuivano alla fotografia professionale, all’immagine “bella “.

Poiché le foto in uno studio fotografico richiedevano una spesa, spesso considerata superflua, a volte pur di non rinunciarvi venivano scelti i formato-provino, della stessa dimensione del negativo, che consentivano con la spesa di una foto di ottenerne quattro più piccole, anche in pose diverse.

La maggior parte delle ragazze, ritratte da sole o in compagnia di amiche, appare sorridente, quasi ad esprimere un mondo di sogni, che sperano possa realizzarsi al più presto. Gli abiti indossati generalmente sono confezionati in famiglia, dalle madri o personalmente in quanto le ragazze andavano “ad imparare da sarta” appena finita la scuola dell’obbligo.

Le donne sposate hanno sguardi fieri, decisi; in qualcuna, cui la vita è stata meno generosa, si nota una vena di tristezza o rassegnazione. Tutte erano consapevoli dei sacrifici che avrebbero dovuto affrontare come mogli di pescatori; ad essi potevano aggiungersi le difficoltà dovute ad imprevisti come gli infortuni, le malattie e non ultime le disgrazie in mare.

La loro collaborazione al lavoro del marito copre tutto l’arco delle attività a terra a cominciare dalle due di notte quando vanno al porto per piazzare il pescato con il maggiore profitto possibile. Quindi è senz’altro anche merito loro se l’azienda di famiglia si è mantenuta e rafforzata.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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