Concluso presso il Cus Ancona il progetto ‘Andiamo in rete’

Roberta Nocelli, dg dell’Ancona Matelica: “Fare attività fisica in gruppo permette ai nostri bambini di crescere in maniera armoniosa”

Ancona, 4 giugno 2022 – Si è svolta oggi presso il Cus di Ancona la giornata conclusiva del progetto “Andiamo in rete” realizzato in collaborazione con Università Politecnica delle Marche, Confartigianato, Cus Ancona e Ancona-Matelica.

Un progetto con interventi formativi, presentazioni e discussioni con i ragazzi presso le scuole primarie e secondarie del territorio che nel protocollo attuativo prevede:

  • attività motoria diretti da Istruttori qualificati del CUS e Ancona-Matelica Calcio
  • educazione alle corrette abitudini alimentari
  • eccellenze di produzione alimentare nelle Marche
  • cyberbullismo
  • parità di genere nello studio delle materie tecniche e scientifiche (Stem)
  • internazionalizzazione dello studio
  • sport e progetto doppia-carriera
Foto di gruppo dei “docenti”. Roberta Nocelli è al centro della fila in secondo piano

«Ringrazio tutte le compagini che hanno condiviso con noi questa esperienza che ci ha dato la possibilità di entrare nelle scuole per ridare allo sport l’importanza che merita – ha detto Roberta Nocelli, dg della società di calcio Ancona Matelica – Mi auguro che sin dalla prossima stagione si possa allargare ad un pubblico più ampio questo nostro importante progetto che non è solo sportivo ma bensì sociale. Fare attività fisica in gruppo permette ai nostri bambini di socializzare e crescere in maniera armoniosa, confrontandosi con gli altri. Uno spirito educativo, morale e di grande valore umano».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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