Bennato, Pelu’ e Barbarossa a Cupramontana per la sagra dell’uva

L’81esima edizione ha scelto anche il logo ufficiale 2018

Cupramontana (AN), 8 agosto 2018 – Ufficiali i nomi dei cantanti della 81esima Sagra dell’Uva di Cupramontana. Ufficiale anche l’immagine che identificherà l’edizione 2018.

Edoardo Bennato, Piero Pelù e Luca Barbarossa: i magnifici tre che saliranno sul palco della Sagra dell’Uva più longeva delle Marche in programma dal 4 al 7 ottobre.

Edoardo Bennato, Piero Pelù e Luca Barbarossa i mattatori alla Fiera dell’Uva 2018 di Cupramontana

Venerdì 5 ottobre sarà Edoardo Bennato il protagonista con il live sotto le stelle alle 22.30. Sabato 6 ottobre Cupramontana accoglierà Piero Pelù e il suo Warm Up Tour dalle 23.30. Gran finale il pomeriggio di domenica 7 ottobre con Luca Barbarossa alle 18.30.

Come da tradizione i grandi nomi della musica sono tra le colonne portanti del cartellone cuprense che sfodera i loro concerti dal venerdì alla domenica. Dalla prossima settimana i biglietti saranno in prevendita sul circuito CiaoTickets.

Cupramontana – Il logo dell’81esima edizione della sagra firmato da Thomas Angelini

L’autore del logo che rappresenterà ufficialmente la Sagra dell’Uva di Cupramontana numero 81 è Thomas Angelini, neodiplomato all’Istituto Statale d’Arte Scuola del Libro di Urbino.

L’artista descrive così la sua opera: «Attraverso una elaborata ricerca sulla storia della Sagra dell’Uva ho elaborato vari bozzetti e ho realizzato con la tecnica degli acquerelli dei grappoli d’uva che ho utilizzato nel manifesto per creare lo sfondo, che fa riferimento al prodotto tipico che si coltiva nel territorio. Ho realizzato delle forme geometriche per inserire il nome dell’evento, utilizzando font semplici e lineari che risultano facilmente leggibili. I colori utilizzati hanno una gradazione di verde scuro che sono riconducibili alle foglie dell’uva».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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