Ancona Jazz Summer Festival 2021, domenica 4 luglio c’è Pupi Avati

Sabato 3 luglio Dixieland in Italy alla Mole; domenica 4 luglio oltre al regista protagonista della serata è Paolo Fresu alle Muse

Ancona, 3 luglio 2021 – Entra nel vivo la diciottesima edizione dell’Ancona Jazz Summer Festival, organizzato dall’Associazione Spaziomusica, con alle spalle 47 anni di attività.

Il festival proseguirà sino al 18 luglio tra Mole, Teatro delle Muse e l’azienda Aion di Moroder (6 luglio), con un appendice il 15 agosto per un concerto, sempre da Aion di Moroder, che segnerà il millesimo appuntamento musicale della storia di Spaziomusica.

Sabato 3 luglio, l’appuntamento è alla Mole Vanvitelliana (ore 21,30) per Dixieland in Italy con Fabrizio Cattaneo, tromba, Alfredo Ferrario, clarinetto, Danilo Moccia, trombone, Luciano Invernizzi, trombone, Luca Filastri, pianoforte, Roberto Piccolo, contrabbasso, Massimo Caracca, batteria. L’appuntamento è un’esclusiva e prima assoluta.

Ingresso: euro 10,00 + prevendita (posti limitati)

Circuito vivaticket; online: www.vivaticket.it

Il regista Pupi Avati

Domenica 4 luglio il festival si sposta al Teatro delle Muse: alle ore 18.30 l’appuntamento è al Ridotto delle Muse con il giornalista Francesco Martinelli che incontra il regista Pupi Avati per “Il jazz nel mio cinema”, con interventi di Alfredo Ferrario al clarinetto e Luca Filastro al piano.

Paolo Fresu

Alle 21.15, in Sala Grande, in esclusiva italiana, il festival ospita Paolo Fresu, Bebo Ferra e l’Orchestra Filarmonica delle Marche. Sulla figura di Paolo Fresu, sulla sua importanza per la scena del jazz italiano degli ultimi trent’anni non potrebbe bastare un libro. La sua carriera è impressionante per quantità e qualità di produzioni e collaborazioni: oltre 350 dischi, sia da leader che da sideman, rivolti a più aspetti della musica, dall’antica a quella cantautorale, dall’etnica alla contemporanea, abbracciando diversi progetti multimediali, e collaborando con attori, poeti, pittori, danzatori, scultori e poeti.

Incontro con l’autore: libero e gratuito su prenotazione a info@anconajazz.com

Ingresso concerto: euro 20,00 + prevendita (posti limitati di platea, prima galleria e palchi)

Circuito vivaticket; online: www.vivaticket.it

INFO & BIGLIETTI

Prezzo deI biglietti:

  • 3/7: euro 10
  • 4/7: euro 20 (posti limitati di platea, prima e seconda galleria)

I posti sono limitati, è consigliato l’acquisto dei biglietti online su:

https://www.vivaticket.com/it/tour/ancona-jazz-summer-festival-2021/2118 per evitare code all’ingresso. Tramite Vivaticket attivando la modalità print@home si può stampare il biglietto a casa e presentarlo all’ingresso, varrà infatti come titolo di ingresso senza il bisogno di passare in biglietteria. La biglietteria sarà comunque aperta nel luogo del concerto da un’ora prima dell’inizio. È possibile acquistare i biglietti anche presso Casa Musicale Ancona (ex Bucchi) in corso Stamira 68 e presso tutti i punti vendita Vivaticket. A ogni biglietto va aggiunto il diritto di prevendita

Il programma può subire variazioni, verificare sul sito www.anconajazz.com o sulla pagina Facebook Ancona Jazz, oppure contattando il numero: 347 6941597.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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