Ancona – C’è anche Niccolò Fabi a La Mia Generazione Festival

Venerdì 10 e sabato 11 settembre presso la Mole Vanvitelliana. Al via la prevendita

Ancona, 20 agosto 2021 – Niccolò Fabi completa il cast del festival La Mia Generazione che si terrà ad Ancona venerdì 10 e sabato 11 settembre.

Il cantautore romano si esibirà nella serata di sabato alla Mole Vanvitelliana. La kermesse musicale si arricchisce dunque di una preziosa presenza artistica che va a completare la line up di questa quarta edizione. E con la chiusura definitiva del fitto programma si aprono le prevendite disponibili sul circuito Vivaticket.

Niccolò Fabi

Centrale la voglia di offrire al pubblico un’occasione per poter rivivere qualcosa che nell’ultimo anno è profondamente mancato: la gioia di un concerto. Lo spettacolo è una vera e propria esperienza in cui immergersi totalmente. Un movimento continuo in cui le parole e il suono si mescolano andando a creare una condizione spirituale ed emotiva che avvicina musicista e pubblico, creando un virtuale abbraccio collettivo.

Niccolò Fabi, fuori da schemi e generi di appartenenza, metterà in scena le verità raccontate attraverso le sue canzoni come “Evaporare”, “Una somma di piccole cose”, “Filosofia Agricola”, “Elementare”, fino ad arrivare a “Una buona idea”, “Diven; Inven;”, “Il negozio di antiquariato” e “Lasciarsi un giorno a Roma” solo per citarne alcune.

LA MIA GENERAZIONE FESTIVAL

Il cast:

Venerdì di Venere 10 settembre – Mole Vanvitelliana

  • Giorgieness
  • Violante Placido
  • Rachele Bastreghi
  • Nada Malanima

Aftershow dj set – Lazzabaretto

  • Eva Poles (Prozac+)

Sabato di Saturno 11 settembre – Mole Vanvitelliana

  • Mauro Ermanno Giovanardi
  • Francesco Bianconi
  • Diodato
  • Niccolò Fabi

Aftershow dj set – Lazzabaretto

  • Carlo Chicco

Conduzione: Massimo Cotto. In caso di maltempo i concerti si terranno al Teatro delle Muse; ingresso: 15euro + diritti di prevendita. Prevendita: Vivaticket

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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