Acqualagna, domenica 24/10 taglio del nastro Fiera del tartufo bianco

Proseguirà nei giorni 30 e 31 ottobre e 1, 6, 7, 13, 14 novembre 2021

Acqualagna (PU), 23 ottobre 2021 – “Che la festa del tartufo abbia inizio”. Alza il sipario domenica 24 ottobre alle ore 10.30 al Teatro Antonio Conti la 56ª Fiera Nazionale del Tartufo Bianco. Sarà il sindaco Luca Lisi, con il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, il vicepresidente Mirco Carloni, alla presenza del prefetto di Pesaro e Urbino Tommaso Ricciardi e gli Amministratori regionali e locali a tagliare il nastro inaugurale dopo la cerimonia a teatro.

«La cinquantaseiesima Fiera Nazionale, che viene dopo un periodo che ha sconvolto intere comunità – sottolinea il sindaco Luca Lisirappresenta un nuovo inizio che racchiude comunque tutte le emozioni e le sensazioni che la nostra storia ci consegna. Come il cavatore prende con cura e amore il prezioso frutto della terra anche noi dobbiamo prendere con altrettanta cura e amore quanto ci è stato affidato».

A teatro verranno premiate le aziende Urbani Tartufi e Tartufi Tofani, tra i fondatori dell’evento, «che fin dal 1966, anno della prima Fiera Nazionale del Tartufo Bianco, hanno onorato Acqualagna con professionalità ed eccellenza, portando la cultura del tartufo alla ribalta mondiale» e la famiglia di Vincenzo Urbinati, storico tartufaio di Acqualagna scomparso recentemente, una targa alla memoria, «con passione, fatica e amore, ha trascorso parte della sua vita nelle nostre stupende colline alla ricerca del nobile frutto della terra: il tartufo».

Luca Lisi, sindaco di Acqualagna

Sul palco del Teatro l’associazione Città del Tartufo presenta la candidatura Unesco della cerca del tartufo a patrimonio dell’Umanità. Il segretario generale di Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino, Marco Pierpaoli, premierà quattro aziende di eccellenza: Acqualagna Tartufi, Tartufi Tofani, Marini Azzolini, Bernardini Tartufi.

Dopo il taglio del nastro aprono gli stand del tartufo fresco e verrà inaugurato il PalaTartufo con il RistoTartufo, il nuovo spazio dei ristoranti locali con sei differenti chef, sei modi diversi di proporre le ricette, per un totale di 300 posti a disposizione dei visitatori. Alle ore 18, nel palcoscenico del Salotto da Gustare il primo spettacolo ai fornelli sarà nel cooking show di Alessandro Negrini, due stelle Michelin, uno degli chef della famosa insegna milanese Il Luogo di Aimo e Nadia.

Domenica 24, famiglie e bambini potranno vivere l’appassionante ricerca del tartufo, scoprirne i segreti, gli aneddoti con i tartufai di Acqualagna che guideranno i turisti all’interno delle tartufaie con i loro cani per simulare la caccia all’oro bianco. Un’esperienza che potranno vivere anche i bambini dai 4 ai 14 anni in pieno centro, dove sorge il Parco della Repubblica. A loro sarà consegnato il vanghino del tartufaio. Appuntamento gratuito mattino e pomeriggio.

Sono aperte al Museo Archeologico le mostre fotografiche “Volti – Acqualagna ’50 – ’60” dell’Archivio fotografico Paci di Fossombrone che ripercorre la storia di Acqualagna durante gli anni ’50 e ’60 attraverso i volti di quegli anni; e la mostra fotografica “Acqualagna Capitale del Tartufo. 1966 – 2019 / Storia, uomini, passione”.

La 56ª Fiera Nazionale del Tartufo Bianco prosegue nei giorni 30 e 31 ottobre e 1, 6, 7, 13, 14 novembre 2021.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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