«Nonostante tutto», concerto di Natale in tempo di pandemia

Domenica 27 dicembre ore 15 sul canale YouTube del Coro lauretano Vox Phoenicis

Loreto, 26 dicembre 2020 – Domenica 27 dicembre alle ore 15 sarà disponibile il concerto di Natale videoregistrato sul canale YouTube del Coro VoxPhoenicis al  link:

https://youtu.be/opFKGi-XQxA .

Vista l’impossibilità di esibirsi dal vivo con la presenza di pubblico ascoltatore a causa delle pandemia da Covid-19, il Vox Phoenicis diretto da Carlo Paniccià ha pensato di videoregistrare a porte chiuse il concerto di canti tradizionali natalizi eseguiti a cappella dal titolo «Nonostante tutto». La videoregistrazione è stata fatta domenica scorsa, 20 dicembre 2020 alle ore 16.30, presso l’aula sinodale della Domus San Giuliano di Macerata grazie alla disponibilità della Direzione della struttura ricettiva.

Una vera e propria sfida: con solo due incontri in videoconferenza per ripetere singolarmente le parti, senza prove in presenza e dopo diverse settimane senza potersi incontrare per cantare insieme, quindici cantori della formazione lauretana hanno voluto dare continuità al tradizionale appuntamento natalizio corale che fin dalla sua costituzione, nel 2013, non era mai mancato.

L’evento è stato realizzato nel più totale rispetto delle condizioni di sicurezza richieste da questo particolare e strano tempo: distanziamento, igiene degli spazi e delle mani, mascherine. “Nonostante tutto”, senza pubblico, i cantori del Vox Phoenicis si sono ritrovati per cantare il Natale. Un’anteprima del concerto è disponibile al link: https://youtu.be/QrwbK422X98.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo