‘Non ti ricordi… i canti della grande guerra’ al Parco della Rimembranza

Sabato 5 settembre ore 21.30 primo concerto del coro Vox Phoenicis dopo il lockdown nello spazio restituito alla cittadinanza lauretana dopo i restauri inaugurati lo scorso 2 giugno

Loreto, 3 settembre 2020 – Il 2 giugno scorso, festa della Repubblica Italiana, è stato inaugurato alla presenza delle sole istituzioni il Parco della Rimembranza di Loreto all’interno del Bastione di Porta Marina.

Sabato 5 settembre 2020 alle ore 21.30, sarà ancora la musica a riaprire ufficialmente il restaurato bastione con il concerto Non ti ricordi… i canti della Grande Guerra, iniziativa voluta dal Comune di Loreto in collaborazione con la Pro Loco Felix Civitas Lauretana, e vedrà protagonista il Coro Vox Phoenicis diretto da Carlo Paniccià che ritorna ad esibirsi in concerto dopo il lockdown per la pandemia da Covid-19.

All’interno del nuovo spazio architettonico, che risplende della memoria dei soldati e dei civili che morirono durante le guerre mondiali che hanno segnato in maniera drammatica la prima metà del XX secolo, risuonerà l’originale suite di canti popolari italiani di montagna risalenti alla prima guerra mondiale, nell’elaborazione per coro misto e pianoforte di Mario Lanaro e Mauro Zuccante, oltre all’esecuzione di due brani originali tra cui Tutti avevano la faccia del Cristo di Battista Pradal.

Il Coro Vox Phoenicis (foto d’archivio) 

Il canto e la musica saranno alternati alla lettura di lettere di soldati al fronte grazie alla voce recitante di Andrea Anconetani.

Il titolo dell’originale produzione, che ha ottenuto molto successo fin dal 2015 quando il Vox Phoenicis lo ha presentato per la prima volta in concerto, prende in prestito il primo verso del canto degli Alpini Monte Canino e ripresenta, con un rinnovato arrangiamento musicale, i canti di dolore e di spavalda e giovanile baldanza che sono ancora oggi nel repertorio dei cori alpini. Il Vox Phoenicis sarà accompagnato al pianoforte da Marco Mannini.

Il Parco della Rimembranza, che ha trovato sede definitiva nella particolare cinta muraria di Loreto voluta da Leone X per proteggere la Villa di Santa Maria in Loreto dall’assalto dei Turchi, è diventato un giardino della memoria con l’allestimento curato nei minimi dettagli. Nuove piantumazioni, pavimentazioni drenanti, illuminazione architettonica e, alla sua sommità dove si scopre il panorama della Riviera del Conero, una innovativa struttura che può ospitare una sorta di teatro amovibile.

Il concerto si svolgerà nel rispetto delle normative per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Obbligatoria la prenotazione presso la Pro Loco di Loreto (Corso Boccalini 2): verrà rilasciato un tagliando per l’accesso da presentare la sera dell’evento che sarà ad ingresso libero.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Il dilemma dei cameranesi doc

Dove andrà a finire il loro voto per le Regionali?


Camerano, 16 settembre 2020 – Mancano quattro giorni all’apertura dei seggi per votare sì o no al referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Un election day per la verità, dal momento che qui nelle Marche si vota anche per eleggere il nuovo Presidente di Regione e, in tre Comuni nella provincia di Ancona, si vota anche per eleggere il nuovo Sindaco.

Qui a Camerano saranno due le schede che verranno consegnate agli elettori: quella per il referendum e quella per le regionali. E su quest’ultima mi vorrei soffermare. Non foss’altro, perché qui a Camerano a distanza di vent’anni c’è un cameranese doc candidato alla carica di consigliere regionale nelle fila di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Unico candidato in tutto il Comune. Si chiama Lorenzo Rabini (foto) e in paese lo conoscono praticamente tutti. Perché è stato – ed è –  consigliere comunale dal 2001 e consigliere provinciale dal 2007.

Una lunga militanza politica la sua, che nel 2000 lo aveva già portato ad una prima candidatura alla Regione: “Quello fu un modo per farmi conoscere territorialmente” dice lui a tal proposito.

Ma è un’altra la riflessione che vorrei fare e la domanda che mi pongo. Una curiosità che senz’altro verrà appagata il 22 settembre a scrutini terminati. Quanti voti i cameranesi, dirotteranno su di lui? Camerano è un Comune che da decenni è governato dal PD, anche se il sindaco in carica me lo negò espressamente a precisa domanda anni fa. E se il PD sta lì da tempo, significa che di simpatizzanti in paese ne ha una buona manciata.

Cosa prevarrà negli animi di questi simpatizzanti, la bocciatura a prescindere verso un uomo di centrodestra, o la volontà e la necessità di avere in Regione uno che li rappresenti? Per giunta, uno di loro, un compaesano. Detta in un altro modo, quanto hanno colto, i cameranesi, della lunga esperienza politica accumulata negli anni da Rabini? Quanto potrà essere utile un compaesano in Regione per provare a cambiare le sorti e il futuro di un paese come Camerano che si sta spegnendo giorno dopo giorno? Sempre, ovviamente, che Rabini in Regione ci arrivi.

Personalmente, ho sempre pensato e pesato il mio voto badando più al candidato e al suo programma; cercando di valutare come si è mosso negli anni e quanto ha prodotto, come lo ha prodotto e verso chi, piuttosto che basarlo sul colore di una bandiera o di una chiesa. Eppoi, diciamocelo: tra avere un conoscente in Regione e non averlo, è sempre preferibile averlo: non si sa mai!

Staremo a vedere come la pensano e come si muoveranno i cameranesi. Se la vivranno come un’opportunità in più o: “chi se ne importa, tanto il paese è quello che è e non sarà certo un Rabini di turno a cambiare il suo destino”, come mi ha detto tempo fa un altro cameranese doc.

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