Loreto Meraviglia: ventiquattro gli eventi della stagione estiva

Simone Cristicchi testimonial per la Via Lauretana. Il sindaco Pieroni critica le spese eccessive per la sicurezza Covid

Loreto, 1 luglio 2021 – Il nome è stato scelto perché, inevitabilmente, la sensazione che Loreto suscita a chiunque arrivi è di meraviglia. Accanto a questo, c’è anche la ‘meraviglia’ di un cartellone che è riuscito a mettere insieme ben ventiquattro eventi spalmati nei due soli mesi di luglio ed agosto, quasi una media di uno ogni due giorni, nonostante il periodo non certo facile.

Loreto – Il sindaco Moreno Pieroni, in piedi, alla presentazione degli eventi dell’estate loretana 2021

«È un’estate ancora difficile – ha commentato il sindaco Moreno Pieroni durante la conferenza stampa di presentazione – ma abbiamo voluto con tutte le nostre forze dare vita ad una stagione estiva ricca di opportunità sia per i nostri concittadini che per i turisti. Ci abbiamo creduto e ci siamo riusciti: l’offerta è davvero vasta e variegata, in grado di raggiungere un pubblico diversificato. Il nostro obiettivo era da un lato fare riprendere la vita sociale di Loreto, dall’altro dare una spinta nuova al turismo intercettando l’interesse anche dei turisti che saranno in Riviera».

Nome di spicco dell’offerta estiva è quello di Simone Cristicchi: il cantautore romano sarà infatti in concerto nella città mariana il prossimo 8 agosto, nell’evento di punta del Festival della Via Lauretana, nel quale si pone come ideale testimonial visto anche il suo percorso personale di fede.

Accanto a lui, una rosa  nutritissima di eventi, spettacoli teatrali, reading, presentazioni e concerti di ogni tipo, cui si uniscono novità per Loreto come lo Street Food nel mese di luglio e il Cinema Sotto le Stelle, organizzati in collaborazione con AMAT. (Il cartellone completo degli eventi viene pubblicato in altra parte del giornale, ndr).

Simone Cristicchi

«Abbiamo pensato ad un’offerta culturale e di divertimento che desse un forte segnale di ripartenza – ha commentato Francesca Carli, assessore alla Cultura – e messo a punto una stagione estiva molto variegata che prevede sia appuntamenti di spessore, sia altri più all’insegna del relax e della leggerezza, perché dopo questo lungo periodo difficile ne abbiamo tutti un grande bisogno. Non solo: il calendario degli eventi è stato costruito anche nella logica di coinvolgere il più possibile la città stessa e il territorio. Abbiamo infatti programmato eventi realizzati dalle nostre realtà artistiche locali e scelto di allestire i vari spettacoli non in una sola location, bensì in più punti, proprio per ravvivare l’intero centro storico e farlo ritornare ad essere un punto di incontro e di condivisione delle emozioni che la cultura sa dare e che, in questa estate 2021, saranno ancora più intense».

Loreto – Francesca Carli, assessore alla Cultura

Le tre location scelte sono: il Parco della Rimembranza, Piazza Papa Giovanni XXIII e Piazzale Crocifisso, alle quali si affianca la splendida Piazza della Madonna, riservata al tradizionale  Concerto di Mezza estate del 13 agosto, quest’anno offerto dal Comune. «Anche in questo caso abbiamo voluto dare un segnale chiaro – spiega il sindaco PieroniPerché questo concerto, viste le difficoltà economiche di questo anno, non si sarebbe potuto realizzare. Per questo abbiamo deciso di farcene carico come Comune per non privare la cittadinanza di un appuntamento così sentito».

Il primo cittadino non manca però di dare una stoccata alle istituzioni per le spese relative alla sicurezza e alle stringenti normative ancora legate al Covid: «Non è pensabile che il 30 per cento del budget destinato alla cultura debba venire speso per adempiere a normative così stringenti che spesso risultano anche ridondanti in questa fase – dice – Chiaramente occorre rispettare tutte le norme di sicurezza, tuttavia si tratta di costi esagerati che potrebbero essere dirottati più a favore della cittadinanza laddove non strettamente necessari».

Barbara Alberti

Intanto da domani (2 luglio, ndr), alle ore 21.00, la stagione prende il via con il primo degli appuntamenti: l’incontro con Barbara Alberti, dal titolo ‘Donne che avete intelletto d’amore’, nell’ambito della Rassegna ‘Non a Voce sola’. Tutti gli spettacoli sono gratuiti o al costo simbolico di 1, 2 o 3 euro massimo. La prenotazione è obbligatoria per via delle normative Covid.

Si tratta di un ‘prezzo non prezzo’ – dice il direttore di Amat, Gilberto Santini nel contesto di una stagione estiva che è stato complesso organizzare per via delle misure di sicurezza. Per Amat è un grande onore essere stato a fianco del Comune di Loreto in questa programmazione che segna la ripartenza e una ritrovata vitalità. Questa estate 2021 è probabilmente la più carica di aspettative ed energia degli ultimi anni e siamo certi che le scelte fatte in collaborazione con l’Amministrazione daranno ragione a Loreto”.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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