Inaugurazione della ristrutturata Pensione Piemonte

Venerdì 26 ottobre, presenzierà e inaugurerà Monsignor Fabio dal Cin, Vescovo di Loreto

Loreto, 24 ottobre 2018 – Non solo luogo di accoglienza per pellegrini e turisti ma anche spazio per ascolto, benessere e guida spirituale. Nuovi progetti e ambienti ristrutturati a supporto di famiglie, fedeli, persone disabili e amanti della natura saranno inaugurati da Monsignor Fabio dal Cin, Arcivescovo di Loreto, venerdì 26 ottobre alle ore 16 nella Pensione Piemonte in Via Asdrubali 70 a Loreto.

Monsignor Fabio dal Cin, Arcivescovo di Loreto

L’iniziativa è organizzata dalla Cooperativa Sociale Cercate Onlus di Verona che gestisce la Pensione Piemonte e dalla Congregazione Sacra Famiglia di Savigliano di Cuneo che ne è la proprietaria, in occasione della presentazione degli incontri dedicati alla Spiritualità Familiare organizzati dalla Delegazione Pontificia Santuario della Santa Casa di Loreto.

Il programma della giornata prevede alle 16 i saluti delle Autorità, di un Rappresentante dell’Ordine dei Cavalieri di Malta e dell’Unitalsi, delle Associazioni presenti e di Suor Maria Caterina Einaudi, Madre Generale dell’Istituto Sacra Famiglia di Savigliano.

Suor Maria Caterina Einaudi, Madre Generale istituto Sacra Famiglia di Savigliano

Fausto Mazzi, Presidente della Cooperativa Sociale Cercate Onlus, presenterà i nuovi progetti della Pensione Piemonte: servizio di ascolto e guida spirituale, stanze amiche delle famiglie numerose, stanze amiche degli ospiti diversamente abili, area giochi per bambini e area mamme per accudire i bimbi in vari momenti compresi quelli dei pasti, sala della buona lettura, sala amici della bicicletta e sala per conferenze e momenti di spiritualità

Alle16.30 si svolgerà l’intervento di Monsignor Fabio dal Cin, Arcivescovo di Loreto, sugli incontri di Spiritualità familiare a cui seguirà la benedizione delle novità della struttura. A seguire verso le 17.30 la Processione con partenza dalla Pensione Piemonte e alle 18 la celebrazione della Santa Messa.

«Loreto è un luogo di pellegrinaggio, di preghiera e di fede – evidenzia Fausto Mazzi – in cui ogni visitatore deve essere accolto al meglio, come a casa, specie se si tratta di famiglie con esigenze particolari. Per questi motivi abbiamo deciso di sviluppare progetti e luoghi dedicati agli ospiti della Pensione in un’ottica di condivisione di interessi e bisogni, per rendere concreta la pastorale familiare. Ottima poi la collaborazione con Istituto Sacra Famiglia e del loro prezioso servizio di assistenza spirituale a famiglie e pellegrini».

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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