Il programma loretano della Festa della Repubblica

Il Bastione di Porta Marina sorvolato da un biciclo Stol

Loreto, 1 giugno 2020 – Tutto pronto a Loreto per la celebrazione della Festa della Repubblica del 2 giugno. Nonostante le restrizioni dovute al coronavirus, con le dovute cautele e il rispetto delle disposizioni la cittadinanza e le associazioni parteciperanno numerosi all’evento.

Loreto – Un velivolo biciclo Stol sorvolerà il 2 giugno il Bastione di Porta Marina per le celebrazioni della Festa della Repubblica

Al programma istituzionale che pubblichiamo di seguito, c’è stata un’integrazione voluta dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’Avio Club Madonna di Loreto: alle 11:00, in occasione della Festa della Repubblica e dell’ultimazione dei lavori di manutenzione del Parco delle Rimembranze, ci sarà un sorvolo sul Bastione di Porta Marina eseguito da un biciclo Stol, riproduzione dello Fieseler Fi 156 “Storch”, velivolo storico utilizzato negli anni ’30 e ’40. Un ulteriore segno di commemorazione, festa e legame della città con l’aviazione e tutte le forze militari e civili.

programma delle celebrazioni: 

ore 10.30 Piazza Garibaldi – Ritrovo delle autorità e deposizione mazzi di fiori nelle lapidi dei caduti

ore 10.45 – Parco della Rimembranza – Commemorazione ai caduti: alzabandiera solenne sulle note del silenzio suonato da un trombettiere della banda musicale cittadina e deposizione della corona di alloro. Le Associazioni d’Arma e Combattentistiche, in forma singola e rappresentativa sono invitate a partecipare con i propri labari e  bandiere.

ore 16.30 – Parco della Rimembranza – Riflessione guidata dagli studenti appartenenti al Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze

Nel rispetto dei provvedimenti attualmente vigenti, in seguito all’emergenza epidemiologica Covid-19, la manifestazione si svolgerà secondo i criteri del distanziamento sociale e del contingentamento dei partecipanti.

L’Amministrazione comunale, per l’occasione, ha invitato tutta la cittadinanza ed i rappresentanti delle Associazioni ad esporre la bandiera tricolore ai balconi ed alle finestre delle proprie abitazioni e sedi.

 

redazionale

© riproduzione riservata

 


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

" >
di Paolo Fileni

L’immortalità di Giacomo Leopardi

Quel L’Infinito che quando ti entra dentro non t’abbandona più


27 giugno 2020 – 222 anni fa nasceva a Recanati tal Giacomo Leopardi (foto), precisamente il 29 giugno. E a distanza di tanto tempo ancora ne parla il mondo intero. Lo stesso giorno, ma 156 anni dopo, sono nato anch’io ma chissà per quale insondabile motivo non ne parla nessuno. Sarà che lui ha visto la luce in una ridente cittadina all’interno di una nobile famiglia, mentre chi scrive l’ha vista da San Marcello all’interno di una famiglia di estrazione contadina… Chi vuoi che sappia dove sta San Marcello?

Scherzi a parte, e la data di nascita non c’entra nulla, l’immenso Giacomo Leopardi è di gran lunga il mio poeta preferito. Anche Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio m’hanno sempre intrigato, lo confesso, ma il Leopardi parecchio di più.

Delle celebrazioni del 222esimo dalla sua nascita parliamo in altra parte del giornale, qui, nello spazio tutto mio, vorrei parlare di lui in modo intimamente personale. La gran parte dei giovani e degli studenti di oggi, con tutta probabilità avranno conosciuto il Leopardi grazie a ‘Il giovane favoloso’, il bellissimo film di Mario Martone uscito sugli schermi nel 2014 e interpretato mirabilmente da Elio Germano.

Personalmente l’ho conosciuto (culturalmente parlando) sui banchi di scuola, anche se all’epoca mi risultò alquanto palloso. Ma all’epoca mi risultava pallosa quasi ogni materia che mi veniva insegnata, applicazioni tecniche a parte. A farmelo riscoprire nella sua immensa grandezza di studioso e letterato, quando avevo poco più di vent’anni, fu un’insegnante di recitazione durante un corso che frequentai presso il Teatro Nuovo di Torino. Fu lei a insegnarci la corretta lettura e dizione de l’Infinito. E all’improvviso, davanti agli occhi e nel profondo del cuore, mi si aprì un mondo fantastico che mi cambiò e mi fece crescere intellettualmente.

Ho amato ed amo tutt’ora L’Infinito, al punto da inserire questa poesia nel mio romanzo ‘Il destino dei tonni’, mettendola in bocca e nei pensieri di una ragazza siciliana di umili origini che nel 1957 paragona gli “… interminati spazi di là da quella (siepe), e sovrumani silenzi e profondissima quiete…” , all’orizzonte e agli spazi infiniti del mare che vede dal porticato di casa sua a Porticello (Palermo).

Una forzatura letteraria, la mia, che testimonia l’universalità della poesia quando a rendere visione palpabile un sentimento, una riflessione e un’emozione è un grandissimo della nostra letteratura. La profondità culturale e la sensibilità di Giacomo Leopardi non hanno uguali nella sua sofferenza interiore, nella sua visionaria lucidità. L’immenso poeta meraviglioso tocca corde sensibili e sottilissime che mi porto dentro da sempre. “E il naufragar m’è dolce nel Suo mare”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi