È ufficiale, il Palio di Loreto si correrà il 5 settembre

Nove cavalli di altrettanti rioni per contendersi il Drappo 2021

Loreto, 27 agosto 2021 – Ora si può dire: Drappo sia! Il 5 settembre, come deliberato ieri dalla Giunta, si dà il via in maniera ufficiale alla Corsa del Drappo 2021. Un gran lavoro quello fatto dal sindaco Pieroni e i suoi Assessori: barcamenarsi tra percorsi e norme di sicurezza in tempo di Covid è roba difficile ed estremamente laboriosa, ma la voglia di ripartire è stata più forte di tutti i cavilli burocratici.

Quindi date confermate: il 5 settembre alle ore 16:00 sulla salita del “Montereale” a Loreto tornerà la corsa del Drappo, la tradizionale corsa per cavalli Anglo Arabi (fondo Inglese) di età compresa fra 4 e 10 anni.

Parte fondamentale, colonna portante della manifestazione, saranno i nove rioni che con i loro colori da sempre tengono unite le tradizioni cittadine, il catenaccio che tiene insieme passato e futuro: Costabianca; Grotte; Monte; Mura; Piana; Ponte; Pozzo; Stazione; Villa.

Rioni che, volendo dare una sorta di novità al Drappo, non hanno scelto autonomamente il loro cavallo. L’accoppiamento cavallo-rione avverrà infatti tramite sorteggio che si terrà sabato 4 settembre alle 21:30 in Piazza dei Galli, e ad estrarre i bussolotti per gli accoppiamenti saranno i bambini: la tradizione affidata alle nuove generazioni significa continuità.

Novità per novità, quest’anno la scelta dei cavalli è stata affidata ai capo rione in assemblea pubblica alla presenza del sindaco Pieroni. Li hanno scelti da una lista fornita dal “Maestro di Palio” Federico Raccichini.

Eccoli, rigorosamente in ordine alfabetico: BAGOGA, BARONESSA, BOCCADIROSA, CALLIOPE DA CLODIA, SEMPRE IO, TINTORETTO, UBER ALLES, ZAMURA, ZARCK. In caso di defezione di uno o più cavalli scelti entro il giorno 4 settembre, il cavallo “sostituto” verrà sorteggiato dal Sindaco o suo delegato tra tutti i cavalli iscritti tramite la mail: drappo2021@libero.it In caso di ritiro dopo l’assegnazione al rione, l’Amministrazione procederà autonomamente a designare un cavallo sostituto.

Questi i premi in palio per il Drappo 2021. Per ciascun partecipante è previsto dall’Amministrazione un premio di partecipazione di 350,00 euro; al traguardo: al 1°, 4.000 euro; al 2°, 1.000 euro; al 3°, 850 euro.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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