Cresce a Loreto la febbre per il Drappo

Sabato 4 settembre ore 21.30 il sorteggio per l’abbinamento dei cavalli domenica 5, alle 16, la corsa

Loreto, 4 settembre 2021 – Si respira aria di Drappo a Loreto, con gli operatori del Comune in movimento per far diventare la salita del “Montereale” una suggestiva pista dove si sfideranno i nove cavalli provenienti da tutta Italia.

Ma non solo lavori in corso, bensì l’inizio di tutte le manifestazioni legate al Drappo 2021. E si parte stasera, alle 21:30, con l’Abbinamento. Nella suggestiva Piazza Leopardi (ex Piazza Dei Galli) i giovani dei Rioni, rigorosamente vestiti da fantino, si affideranno al sorteggio per sapere quale cavallo difenderà i loro colori.

Sarà dunque la dea bandata a fare il suo corso, e questa è una delle novità per questo 2021. Ma non ci si ferma qui: se stasera saranno sveltati i fantini e gli accoppiamenti dei rioni, domani alle 12:00 ci sarà un altro evento, le Batterie. Alle 12:00 in punto del 5 settembre presso la sala mostre Oscar Marziali, verranno decise tramite sorteggio le composizioni delle tre batterie di qualificazione. Ed è da qui che nasce lo slogan di tutta la manifestazione: “9 Rioni, 3 Batterie, 1 Finale … Drappo 2021 e la storia continua”.

Dopo la sosta per il pranzo della domenica verrà il clou, la corsa del Drappo, che avrà inizio intorno alle 16:00. Drappo che come sempre, anche in tempo di covid, non prevede nessun biglietto d’ingresso per i circa seicento spettatori previsti dal piano sicurezza del Comune. Il loro accesso verrà controllato mediante un sistema di conta persone, e verrà verificato il possesso del Green Pass (vaccino o tampone), come previsto dal Decreto-legge n. 111 del 06/08/2021.

L’intera area interessata dalla corsa è stata suddivisa in settori al fine di controllare il numero di spettatori presenti, garantendo così una migliore organizzazione della distribuzione degli stessi lungo il percorso di gara. Non è prevista una separazione fisica tra i vari settori (non vi saranno ad es. transenne), ma ciascun varco sarà controllato dal personale del servizio d’ordine.

Chi prima arriva… vede il drappo! L’entusiasmo non manca, i nove Anglo Arabi a fondo inglese sono pronti: Bagoga – Baronessa – Boccadirosa – Calliope da Clodia – Sempre io – Tintoretto – Uber alles – Zarck – Zamura… non resta che dire: e Drappo sia!

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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