Concerto “Be the inspiration” del Vox Phoenicis per Rotary Loreto

Domenica 24 febbraio ore 19 nella Chiesa della Natività la raccolta fondi per l'eradicazione della poliomelite

Loreto, 23 febbraio 2019 – Si svolgerà domenica 24 febbraio alle ore 19 a Loreto nella Chiesa della Natività, la Parrocchia della Santa Casa, il concerto Be the inspiration (siate di ispirazione) del Coro Vox Phoenicis diretto da Carlo Paniccià in occasione della raccolta fondi per sostenere la campagna “Polioplus”, promossa dal Rotary, per l’eradicazione della poliomielite in ogni parte del mondo.

Il concerto, pensato ed ideato dal Vox Phoenicis, prende in prestito lo slogan di Barry Rassin, Presidente del Rotary International 2018/2019 per articolare un repertorio in cui la musica corale racconta i diversi modi di ispirazione di buoni sentimenti: per il bene, per la creatività, per il prossimo, per l’anima, per la gioia.

È diventato un felice connubio quello del Rotary con il Vox Phoenicis che ha permesso di raccogliere importanti fondi per una causa veramente importante. La poliomielite (polio) è una gravissima malattia paralizzante e potenzialmente mortale che minaccia ancora i bambini di alcune parti del mondo causata dal poliovirus.

Il Coro Vox Phoenicis (foto d’archivio)

La polio è incurabile, ma completamente prevenibile col vaccino. Per questi motivi la Global Polio Eradication Initiative, avviata nel 1988, è una partnership pubblica/privata che include il Rotary, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i Centri statunitensi per il Controllo e la Prevenzione delle malattie, l’Unicef, la Bill & Melinda Gates Foundation e i governi di tutto il mondo impegnati a livello globale con la vaccinazione di massa dei bambini. Purtroppo, ancora oggi sono due i Paesi nei quali non è mai stata interrotta la trasmissione del poliovirus selvaggio: Afghanistan e Pakistan.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quando gli stalker sono i genitori

Coniugi anconetani riempiono di botte il fidanzatino della figlia


Ancona, 16 luglio 2019 – Negli ultimi mesi, per un giovane ventenne anconetano incrociare per strada i genitori della sua fidanzata era diventato un incubo ma, soprattutto, indice di dolore. Vero e proprio dolore fisico, fatto di minacce, botte e atti persecutori nei suoi confronti. Al punto che il giovane, proprio per evitare il ripetersi degli atti sulla sua persona, era stato costretto a cambiare abitudini.

La ragione dello stalking e delle lesioni aggravate? Semplice, i genitori della ragazza disapprovavano la relazione tra la propria figlia e il giovane, per timore che lui la inducesse ad atti non del tutto consapevoli anche di natura sessuale. Così, prima che potesse succedere qualcosa d’irreparabile fra i due giovani, i genitori di lei ogni volta che incontravano il fidanzato lo riempivano di botte, insulti e minacce.

Nei confronti dei due coniugi “aggressori” è scattato, ad opera del gip Sonia Piermartini su richiesta del pm di Ancona Rosario Lionello, il divieto di avvicinarsi e comunicare con il giovane anconetano. Dalle indagini, sono state raccolte dichiarazioni e relativa documentazione degli episodi di minacce, percosse e persecuzioni segnalate dal ragazzo in varie denunce. Come a inizio maggio scorso, quando il padre della ragazza, dopo averlo pedinato, lo avrebbe colpito con un calcio fratturandogli la mano destra; o, sempre a maggio ma a fine mese, la madre della ragazza lo avrebbe preso a schiaffi e graffiato sul viso.

Lo so, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. Azzeccare i sì e i no detti ai propri figli al momento giusto, con il tono giusto, è come azzeccare un terno al lotto. Un padre può essere geloso della propria figlia – chi non lo è stato? – ed è giusto che per lei aspiri al massimo possibile sul mercato dei “fidanzatini”, ma da qui a riempire di mazzate un fidanzatino non gradito ce ne corre! E poi per cosa? Per una presunzione di atti – anche sessuali – che non si sono realizzati ma che potrebbero, perdurando la relazione…

A leggere certe notizie c’è da stentare a crederci. Eppure siamo ad Ancona ed è luglio 2019 . Ai coniugi anconetani vorrei dire: a) “Se tra vostra figlia e il giovane ventenne è vero amore, non saranno certo le vostre botte e minacce a cambiare il corso delle cose”; b) “Ma davvero avete così scarsa considerazione e fiducia nei confronti di vostra figlia?”; c) “Noi non siamo i nostri figli, dobbiamo lasciare che facciano le loro esperienze, non le nostre; il nostro compito è quello d’intervenire quando ci chiedono aiuto o un consiglio, non di fare prevenzione riempiendoli di mazzate!


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