Unità d’Italia e Dante Alighieri al centro di Conversazioni in Giardino

Quattro le serate ad ingresso gratuito nei fidardensi giardini di Palazzo Mordini organizzate da Fondazione Ferretti e Italia Nostra

Castelfidardo, 5 luglio 2021 – Nel 160° dell’unità d’Italia e nei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, le Conversazioni in Giardino 2021, organizzate dalla Fondazione Ferretti e da Italia Nostra con il patrocinio del Comune e in collaborazione con la Proloco, Scuola Civica di Musica Paolo Soprani e l’Istituto comprensivo Soprani, tratteranno argomenti inerenti la Memoria: di fatti, personaggi, ricordi che offrono visioni positive per un futuro sostenibile.

Il cartellone: (giardini di Palazzo Mordini)

7 luglio, Stefano Rosetti recita insieme all’attore Davide Bugari poesie e storie di un passato recente sempre attuale.

14 luglio, il poeta, scrittore e drammaturgo Davide Rondoni, con la partecipazione del poeta Emanuele Franceschetti e del M° Luigino Pallotta alla fisarmonica in Mi ritrovai per una selva oscura. Un’occasione per legare il mondo dantesco con la preistorica Selva di Castelfidardo e le vicende e gli scritti di Dante con il Risorgimento italiano.

21 luglio, Il brigantaggio dopo la battaglia di Castelfidardo: il professor Marco Moroni parlerà della Lega di Bicicchia, una banda di briganti che ha imperversato nei territori per 40 anni dopo la famosa battaglia; monologo teatrale con l’attrice e coreografa Rossella Mattioli e Paolo Rosato (autore delle musiche), i quali hanno sceneggiato un racconto di padre Girolamo Moretti sulle vicende di un sarto fidardense che per una volta aveva fatto il brigante imitando le gesta dei famigerati briganti. Con Dario Flammini alla fisarmonica.

28 luglio, serata conclusiva con Ma nel cuore nessuna croce manca: rievocazione delle vite dei caduti fidardensi nella Grande Guerra, da una ricerca editoriale di Maria Catia Sampaolesi e degli alunni della classe III A scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Paolo Soprani. Evento impreziosito da interventi musicali e canti di Giulietta Catraro, Valeria Marconi e Michele Marconi.

Le serate sono ad ingresso gratuito, ma per precauzioni Covid-19 i posti sono limitati e vanno prenotati al tel. 071/720 65 92 o via email a info@museodelrisorgimentocastelfidardo.it
Occorre indossare la propria mascherina all’ingresso e all’uscita. In caso di maltempo le serate si terranno presso la Sala Convegni di Via Mazzini, 6.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

© riproduzione riservata

 


link dell'articolo