Tra le vie della memoria risorgimentale

L'Italia chiamò: martedì 11 dicembre alle 16.00 al Salone degli Stemmi seminario per uno sviluppo sostenibile, turistico e culturale

Castelfidardo, 10 dicembre 2018 – Uno sviluppo sostenibile culturale e turistico: questa l’ispirazione dell’iniziativa in programma martedì 11 dicembre dalle 16:00 al Salone degli Stemmi sul tema “Le vie della memoria risorgimentale nei luoghi della battaglia di Castelfidardo”.

Studiosi, operatori e tecnici condividono conoscenze ed esperienze presentando le ultime ricerche storiche e dando voce alle problematiche e prospettive di una rete che, libera dagli steccati del campanilismo, unisca tutte le realtà di un ampio territorio.

Sull’evento bellico del 18 settembre 1860 per l’unità d’Italia, sul ruolo delle popolazioni e dei luoghi marchigiani non si è ancora scritto e ricercato abbastanza. Partendo dai Comuni di Castelfidardo, Osimo, Recanati, Porto Recanati, Loreto, Numana, Camerano, Sirolo ed Ancona dove piemontesi e pontifici si sono scontrati, con l’intenzione di mettere in rete i saperi ed il patrimonio culturale, si è costituito presso il Comune ed alla Fondazione Ferretti un qualificato comitato di ricercatori.

Proseguendo il filone delle manifestazioni storiche di agosto e settembre con il contributo della Regione Marche , il convegno darà modo di focalizzare e approfondire vari aspetti. Coordinati da Eugenio Paoloni e introdotti dal sindaco Ascani, si susseguiranno gli interventi di Marco Moroni, Massimo Morroni, Lino Palanca, Maurizio Bilò, Gilberto Piccinini, Carlo Zenobi e Janula Malizia, Massimo Paolucci, Marco Anselmi, Federica Belli. La gradita presenza di Gianni Bottallico, responsabile relazioni con le Regioni e i Comuni d’Italia presso ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – faciliterà la creazione della rete. Concluderà i lavori l’assessore regionale Moreno Pieroni.

Programma

16.00 Saluti del Sindaco di Castelfidardo Roberto Ascani

16.15 Eugenio PAOLONI – Ricercatore Storico Presidente Fondazione Ferretti “L’area della battaglia di Castelfidardo per divulgare, valorizzare e salvaguardare i luoghi storici”;

16.30 Gilberto PICCININI – Ricercatore storico, Presidente Deputazione Storia Patria: “L’esigenza di digitalizzare i documenti storici per non perdere la memoria storica e culturale”;

16.45 Carlo ZENOBI e Janula MALIZIA – Associazione Tracce di Ottocento: “Rievocazione Storica: rendere i cittadini protagonisti attivi della Storia del proprio territorio: l’esperienza TR800”;

17.00 Lino PALANCA – Professore, ricercatore storico: “Diari di un Territorio”;

17.15 Massimo MORRONI – Professore, ricercatore storico: “Riflessi ad Osimo dello scontro a Crocette di Castelfidardo”;

17.30 Maurizio BILÒ – Archeologo, ricercatore storico: “Annotazioni preliminari per uno studio del Risorgimento nei comuni di Sirolo e Numana”;

17.45 Marco MORONI – Professore, ricercatore storico: “Pellegrinaggi religiosi, civili, letterari”;

18.00 Marco ANSELMI – Ingegnere Informatico Istituto A.Meucci Castelfidardo: “La realtà aumentata nei luoghi storici: emozionare il turista”;

18.10 Massimo PAOLUCCI – Associazione Riviera del Conero: “Storytelling di un prodotto turistico territoriale”;

18.30 Federica BELLI – Ricercatore storico e promoter turistico: “Gli itinerari culturali per lo sviluppo territoriale: “Il caso dell’area di battaglia di Mentana”;

18.45: Giovanni BOTTALICO – Responsabile Relazioni con le Regioni e i Comuni d’Italia presso ASviS: “Le esperienze Nazionali di A.S.V.I.S. per la Sostenibilità Turistica e Culturale di un Territorio”

19.00 – Moreno PIERONI – Assessore Cultura e Turismo Regione Marche: Conclusioni.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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