Si accende il fuoco di Natalfidardo

Sabato 8 dicembre: negozi aperti fino alle 24.00 in centro

Castelfidardo, 7 dicembreLa notte dei regali, il Jazz Accordion Festival, l’accensione del fuoco e delle luminarie: Natalfidardo sfoglia domani – sabato 8 dicembre – la prima intensa pagina del suo cartellone.

Apertura straordinaria dei negozi del centro storico fino a mezzanotte per offrire tante idee ed occasioni da mettere sotto l’albero, un ambiente accogliente e colorato, nel cui cuore arde il braciere collocato in piazza della Repubblica assieme alla casetta di Babbo Natale e all’olivo, emblema di pace valido in ogni stagione, innestato su una collina decorata: un albero vivo che verrà poi riutilizzato in piazza Leopardi.

Il sindaco di Castelfidardo Roberto Ascani e l’assessore alla Cultura e Turismo Ruben Cittadini

Natalfidardo è un contenitore per tutti e di cui tutti sono partecipi – spiega l’assessore Ruben Cittadini – a partire dalle attività che contribuiscono alla realizzazione delle luminarie che da via Mazzini raggiungono corso Matteotti. La novità è il braciere che simboleggia un focolare attorno al quale incontrarsi, raccontare storie e riscaldarsi“.

A Porta Marina è stata invece sistemata l’ornamentale palla già ammirata gli scorsi anni. L’animazione comincia dalle 17.00, con il concerto del Complesso Filarmonico Città di Castelfidardo, la caccia al tesoro a cura del gruppo scout An2 (inizio ore 16.30), i Lego Lab e gli scacchi nell’atrio del Palazzo Comunale, giocoliere e mangiafuoco (con Kalù), street food, mercatini e performance nei sound art corner. Nei locali dell’ex Caffè centrale, pesca di beneficenza a favore dell’associazione “I semi dell’albero” per sostenere la costituzione di una comunità educativa per minori.

Domenica 9 si replica con l’aggiunta delle degustazioni di castagne e vin brulè a cura dell’Istituto Sant’Anna e l’arrivo del ludobus per stimolare la creatività dei bambini in piazza Leopardi. Alle 12.15 al Salone degli Stemmi, il concerto del Jazz Accordion Festival con l’AccorDuo e il francese Ludovic Beier. Prosegue inoltre la mostra personale di Aurelio Alabardi in Auditorium San Francesco, visitabile fino a giovedì 13.

L’Ufficio Traffico ricorda che sabato 8, domenica 9, 16 e 23, il traffico e la sosta saranno interdette in Piazza della Repubblica.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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