Raphael Gualazzi feat Ruggieri, la fisarmonica incontra il pop d’autore

PIF: la giornata di sabato 19 settembre celebra il ritorno sulle scene dell'artista urbinate

Castelfidardo, 19 settembre 2020 La promessa di tornare presto sul palco trova compimento al teatro Astra nel contesto del 45° Premio Internazionale della Fisarmonica. A metà luglio aveva dovuto annullare alcune date programmate del tour estivo a causa di un piccolo intervento chirurgico, oggi l’ondata di like sul profilo fb ufficiale stimolata dall’annuncio del concerto fidardense testimonia quanto affetto, stima e interesse susciti un artista come Raphael Gualazzi.

«Sono molto felice di rivedervi dopo tanto tempo», ha detto ai suoi fans dando loro appuntamento alle 21.30 di sabato 19 settembre con il maestro Renzo Ruggieri ospite d’eccezione alla fisarmonica.

Il maestro Renzo Ruggeri; nel riquadro Raphael Gualazzi

«Avrò il piacere di suonare insieme a Gualazzi qualche brano: è un onore sia personale che per l’intero mondo fisarmonicistico, perché non è così frequente che un’icona del pop accetti un duetto di questo genere, permettendoci di dimostrare la versatilità dello strumento ad ancia», conferma l’Ad Ruggieri, sottolineando la levatura di un personaggio come Gualazzi richiestissimo in ogni ambiente musicale per l’elegante jazz cantautoriale e le acrobazie pianistiche. Prevendite in corso presso la Pro Loco (071 7822987) e on line all’indirizzo http://bit.ly/GualazziRuggieri: biglietto unico a 20 euro.

PIF è una produzione del Comune di Castelfidardo in collaborazione con Pro Loco, Étv Marche, Owl Solutions, Regione Marche, Camera di Commercio, Associazione Music Marche Accordion e sponsor vari.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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