Il concertista Gianmario Strappati suona sulla tomba di J. S. Bach

L’esibizione è avvenuta nella monumentale ThomasKirche di Lipsia

Castelfidardo, 6 maggio 2022 – Giovedi 5 maggio, il concertista Gianmario Strappati si è esibito presso la Tomba di J. S. Bach nella monumentale ThomasKirche di Lipsia, proponendo per la prima volta in assoluto l’esecuzione della II Suite BWV 1008 in Re minore per tuba sola, opera del “Padre della Musica”.

Lipsia – Gianmario Strappati suona sulla tomba di J. S. Bach

L’evento di straordinaria importanza, organizzato dall’Associazione Italiani a Lipsia e. V. in collaborazione con la ThomasKirche, ha avuto il privilegio della partecipazione di eminenti figure del panorama artistico – culturale, tra le quali la direttrice del Bachmuseum di Lipsia Kerstin Wiese. L’emozionante interpretazione delle sei parti dell’opera di J. S. Bach, hanno evidenziato l’eccezionale musicalità e personalità del solista fidardense, tra i più importanti a livello internazionale.

Gianmario Strappati con i rappresentanti dell’Associazione Italiani a Lipsia e. V.

Le opere di Bach e Paganini, trascritte e pubblicate dallo stesso Strappati, sono state poi presentate, con la partecipazione della dottoressa Laura Solla, alla Biblioteca italiana di Lipsia e sono a disposizione di musicisti, concertisti e studenti di Bassotuba a Lipsia e in Sassonia.

Per il concertista Gianmario Strappati, insegnante presso il Centro Studi musicali della Filarmonica di Castelfidardo, Ambasciatore di Missioni Don Bosco per la musica nel mondo e docente di Bassotuba presso il Conservatorio G. Verdi di Ravenna, continua la tourneè in Europa.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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