Il busto di Vincenzo Gioberti arricchisce il parco scultoreo all’Unità d’Italia

La cerimonia di donazione è avvenuta domenica 20 dicembre. L’opera bronzea realizzata da Nicolas Demetriou

Castelfidardo, 22 dicembre 2020 – Il Museo diffuso a cielo aperto si è arricchito di un’altra opera dedicata ad un padre della patria. Grazie alla virtuosa collaborazione tra Amministrazione comunale, Associazione Carabinieri in congedo e Accademia Belle Arti di Urbino con il prezioso contributo della ditta Semar, il parco scultoreo all’Unità d’Italia ha accolto Vincenzo Gioberti (1801-1852).

Il busto bronzeo del filosofo, teologo, sacerdote e uomo politico nato a Torino e defunto a Parigi, è stato realizzato da Nicolas Demetriou, allievo del prof. Pietro Mascia, al quale è stata assegnata una borsa di studio di mille euro.

La cerimonia di donazione è avvenuta nella mattinata di domenica 20 dicembre alla presenza di una rappresentanza comunale, delle forze dell’ordine, militari e associazioni in un clima di ossequioso rispetto verso gli artefici del Risorgimento Italiano e dei protocolli anticovid.

Gli interventi del tenente colonnello Tito Honorati e del sindaco Roberto Ascani, introdotti dal presidente della sezione locale Anc Francesco Magi, hanno fatto emergere i valori trasversali e condivisi del progetto.

«Una splendida iniziativa che mette in evidenza il ruolo di illustri personalità, animate da una comune idea patriotica, che ancora oggi parlano alle nostre coscienze – ha detto il sindaco Ascani ringraziando per l’impegno la sezione Cap. Gentile dell’Anc – Gioberti è personaggio forse meno noto ma di grande spessore, generosità e coerenza morale, tanto da entrare in contrasto con le Istituzioni e morire in povertà pur di difendere i propri principi. Il fatto che le sculture siano opera di giovani studenti, offre loro la possibilità di riscoprire la cultura e la storia».

Il presidente Magi, da parte sua, ha espresso “gratitudine verso il dott. Palmieri della ditta Semar e verso l’impegno delle Amministrazioni passate e presente”, ricordando come il completamento del primo anello dedicato agli artefici dell’Unità d’Italia dell’800 sia “solo una tappa di un progetto che rimane aperto ai posteri per omaggiare anche le figure chiave del Novecento”.

 

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Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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