Finalissima del contest Cucina Tu al ristorante fidardense Amaranto’s

Domani sera, mercoledì 16 maggio, le cinque signore finaliste proporranno le loro ricette a base di gamberi rosa e asparagi al giudizio di due giurie, quella degli esperti e quella popolare

Castelfidardo, 15 maggio – Il contest Cucina tu che vi abbiamo già presentato, organizzato dal Ristorante Amaranto’s, avrà la sua degna conclusione con una cena spettacolo mercoledì 16 maggio durante la quale i primi 5 finalisti, in questo caso finaliste, aiutati da Mara Palanca e Antonio di Guglielmo, sous chef e chef del ristorante, si sfideranno per l’ultima volta davanti ad una giuria molto qualificata.

I nomi dei giurati verranno svelati prima della cena, per non ‘agitare’ i concorrenti. Ma non saranno gli unici a votare il piatto vincitore, è prevista infatti anche una giuria popolare composta da tutti i commensali presenti in sala. Dunque, chi volesse sostenere amici e parenti che hanno partecipato al contest non deve far altro che esserci.

Il divertimento è assicurato, sia per chi andrà a cena sia per i cinque finalisti: Sissi Feher, Sabrina Bruschi, Ory Papu Pamparana, Simona Benigni e Marisa Rossetti, che domani sera dovranno cucinare nuovamente le loro ricette a base di gamberi rosa e asparagi per poi sottoporli al giudizio definitivo.

Un ringraziamento speciale va agli sponsor della serata: Azienda Agricola Podere Santa Lucia (Alfonso), Pasta 600.27 di Carla Latini e Forno Dorico di Carlo Latini, Cooperlat Tre Valli, Pasticceria forno Mengarelli, Kruger.it, Corriere del Conero e Mancini Alessio prodotti ittici.

Per info e prenotazioni Ristorante Amaranto’s Via Adriatica 28 km 318,6 – Castelfidardo; tel. 0717825504
redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona, il sindaco Mancinelli faccia il sindaco

Levata di scudi in mezza Italia per le disposizioni dell’ultimo Dpcm


Ancona, 19 ottobre 2020 – “Il decreto dispone anche la facoltà per i Sindaci di disporre la chiusura al pubblico dopo le ore 21 di vie o piazze nei centri urbani dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso a negozi aperti e abitazioni”. Recita così il testo dell’ultimo Dpcm 18 ottobre 2020 in vigore da oggi in tutta Italia. Uno dei nove punti con i quali il Governo Conte cerca di dare risposte alla recrudescenza del Covid-19 registrata nel Bel Paese in questi giorni.

Un punto che ha fatto indignare non pochi Sindaci lungo tutto lo Stivale perché, dicono, non spetta loro la decisione di chiudere vie o piazze. Perché, dicono questi esimi primi cittadini, in questo modo il Governo se ne lava le mani e scarica tutta la responsabilità di decisioni pesanti su di loro, vittime inermi della situazione e dell’arroganza del Governo nazionale.

Poverini questi Sindaci, chiamati una volta tanto a prendersi per davvero le proprie responsabilità, a metterci per davvero la faccia nel prendere decisioni reali, pesanti, scomode, di quelle che, per davvero, fanno perdere voti e consensi. Ché, per attuarle, bisogna per davvero tirare fuori i “rognoni” e non guardare in faccia nessuno.

Ma se vuoi fare il sindaco, ti devi prendere le tue responsabilità. Quelle che hai accettato di prendere quando hai indossato la fascia tricolore. Quelle che sono regolamentate dalla Legge da sempre. Quelle che, se te le prendi, fanno davvero la differenza tra un grande sindaco e un sindaco mediocre. Il premier Giuseppe Conte, ieri sera, lo ha ripetuto in modo chiaro: “Ognuno di noi in questa fase deve fare la propria parte”. I cittadini stanno facendo la loro, cari Sindaci, adesso voi fate la vostra!

Invece, ad Ancona il sindaco Valeria Mancinelli (foto) sulla sua pagina social scrive: “Inaccettabile e inapplicabile la norma che scarica sui Comuni la gestione, in realtà, del coprifuoco, senza uomini e senza mezzi. Tutti i Comuni italiani sono in rivolta e chiedono al Governo di cambiarla. Ora.

Ma davvero la Mancinelli (“e tutti i Comuni italiani” come scrive lei, forte d’essere stata appena eletta presidente di Anci Marche), crede che certe norme le debba applicare solo il Governo? Ci arriva o no a capire che Giuseppe Conte non può avere in contemporanea contezza di quanto accade ad Ancona nei quartieri, nelle vie e nelle piazze? O in quelle di Agrigento, di Forlimpopoli, di Settimo Torinese, Vittorio Veneto, Frosinone, Bordighera, San Martino Buon Albergo, Montepulciano, Cosenza, Vieste e vattelapesca, solo per citare una decina di Comuni sui circa ottomila che insistono sul territorio nazionale?.

Solo il Sindaco, grazie alla Polizia municipale ai Carabinieri e agli operatori sanitari, può avere il polso della situazione; conoscere come si stanno muovendo i propri concittadini, quali sono le zone a rischio della sua città, e di conseguenza sapere dove intervenire per arginare o dove non intervenire perché non ci sono assembramenti. Chi altri? Un Sindaco questo potere ce l’ha, e deve avere il coraggio e trovare i mezzi per esercitarlo.

Se un Sindaco non è in grado di fare ciò, forse deve trovare il coraggio di guardarsi allo specchio e di domandarsi se è davvero in grado di fare il sindaco. Ma con la s minuscola, stavolta.

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