Farfisa day, l’eccellenza in mostra

Domenica 13 settembre prestigiosa anteprima al PIF il Premio Internazionale della Fisarmonica

Castelfidardo, 10 settembre 2020 – «Da anni abbiamo adottato il Farfisa day come anteprima del PIF, Premio Internazionale della Fisarmonica: un evento nell’evento che richiama la memoria di un’azienda prestigiosa e offre alla collettività una mostra ricca di strumenti storici molti dei quali funzionanti che diventeranno patrimonio della città».

Castelfidardo – L’assessore alla Cultura Ruben Cittadini (credit foto: Atelier creativo Marco Nisi Cerioni)

Annuncia così, l’assessore alla Cultura Ruben Cittadini, l’appuntamento di domenica prossima 13 settembre quando Castelfidardo accoglierà la nona edizione dell’iniziativa che riunisce appassionati ed ex dipendenti del colosso che ha segnato un’epoca. La Fabbriche Riunite di FISArmoniche, nata dall’unione delle Settimio Soprani di Castelfidardo, Fratelli Scandalli di Camerano e Frontalini di Numana, dal 1946 al 1998 è stata un autentico fiore all’occhiello, firmando prodotti all’avanguardia nel settore musicale diffusi in tutti i continenti e adottati da celebri artisti, fra i quali the poet of accordion Gervasio Marcosignori che ne era dimostratore e ambasciatore.

Il maestro Gervasio Marcosignori nel suo ufficio alla Farfisa (foto dall’archivio di Claudio Capponi)

Il presidente dell’omonima associazione culturale, Claudio Capponi, ex tecnico ora tra i più grandi collezionisti Farfisa, si è adoperato anche stavolta nell’organizzazione dell’incontro nel rispetto delle misure di distanziamento: gli ospiti provenienti da cinque regioni verranno accolti in mattinata dall’Amministrazione comunale per poi visitare il rinnovato Museo della fisarmonica, la fisarmonica da Guiness e il Museo del Risorgimento.

Nel pomeriggio, alle 16.00, l’inaugurazione dell’esposizione presso la sala convegni di Via Mazzini che rimarrà aperta sino a fine ottobre con orari 09:00-12:30 e 16:00-19:00 durante il PIF.

Numerosi e pregiati gli esemplari che si potranno apprezzare, alcuni dei quali rarissimi e rivelati al pubblico per la prima volta come il Clavioline, sintetizzatore costruito dalla Farfisa sul finire degli anni ‘50 su progetto francese; il PR 310, mixer 8 canali datato 1967, l’amplificatore Br 80 del 1967, utilizzato anche al festival di Sanremo e al Cantagiro, gli amplificatori Leslie RSC 350 e RSC 180 del 1972.

Il Farfisa day si concluderà, ovviamente, in musica con il concerto (ore 17.00) in Piazza Leopardi del maestro Diego Trivellini che eseguirà alla fisarmonica elettronica brani di Ennio Moricone.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Il dilemma dei cameranesi doc

Dove andrà a finire il loro voto per le Regionali?


Camerano, 16 settembre 2020 – Mancano quattro giorni all’apertura dei seggi per votare sì o no al referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Un election day per la verità, dal momento che qui nelle Marche si vota anche per eleggere il nuovo Presidente di Regione e, in tre Comuni nella provincia di Ancona, si vota anche per eleggere il nuovo Sindaco.

Qui a Camerano saranno due le schede che verranno consegnate agli elettori: quella per il referendum e quella per le regionali. E su quest’ultima mi vorrei soffermare. Non foss’altro, perché qui a Camerano a distanza di vent’anni c’è un cameranese doc candidato alla carica di consigliere regionale nelle fila di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Unico candidato in tutto il Comune. Si chiama Lorenzo Rabini (foto) e in paese lo conoscono praticamente tutti. Perché è stato – ed è –  consigliere comunale dal 2001 e consigliere provinciale dal 2007.

Una lunga militanza politica la sua, che nel 2000 lo aveva già portato ad una prima candidatura alla Regione: “Quello fu un modo per farmi conoscere territorialmente” dice lui a tal proposito.

Ma è un’altra la riflessione che vorrei fare e la domanda che mi pongo. Una curiosità che senz’altro verrà appagata il 22 settembre a scrutini terminati. Quanti voti i cameranesi, dirotteranno su di lui? Camerano è un Comune che da decenni è governato dal PD, anche se il sindaco in carica me lo negò espressamente a precisa domanda anni fa. E se il PD sta lì da tempo, significa che di simpatizzanti in paese ne ha una buona manciata.

Cosa prevarrà negli animi di questi simpatizzanti, la bocciatura a prescindere verso un uomo di centrodestra, o la volontà e la necessità di avere in Regione uno che li rappresenti? Per giunta, uno di loro, un compaesano. Detta in un altro modo, quanto hanno colto, i cameranesi, della lunga esperienza politica accumulata negli anni da Rabini? Quanto potrà essere utile un compaesano in Regione per provare a cambiare le sorti e il futuro di un paese come Camerano che si sta spegnendo giorno dopo giorno? Sempre, ovviamente, che Rabini in Regione ci arrivi.

Personalmente, ho sempre pensato e pesato il mio voto badando più al candidato e al suo programma; cercando di valutare come si è mosso negli anni e quanto ha prodotto, come lo ha prodotto e verso chi, piuttosto che basarlo sul colore di una bandiera o di una chiesa. Eppoi, diciamocelo: tra avere un conoscente in Regione e non averlo, è sempre preferibile averlo: non si sa mai!

Staremo a vedere come la pensano e come si muoveranno i cameranesi. Se la vivranno come un’opportunità in più o: “chi se ne importa, tanto il paese è quello che è e non sarà certo un Rabini di turno a cambiare il suo destino”, come mi ha detto tempo fa un altro cameranese doc.

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