Farfisa day, collaterale al Pif, riaccende le luci sulla storica fabbrica

Il 25 e 26 settembre a Castelfidardo la decima edizione dell’evento: due giorni di concerti, mostre ed incontri

Castelfidardo, 23 settembre 2021 – Un intero fine settimana per immergersi nella storia della mitica Farfisa, sinonimo in Italia e nel mondo di strumenti musicali ed imprenditorialità.

Sabato 25 e domenica 26 settembre arriva a Castelfidardo il Farifisa Day con concerti, mostre ed incontri per festeggiare al meglio la decima edizione di un evento ormai entrato a pieno titolo tra i cartelloni collaterali del Pif.

Il Premio Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo, dopotutto, non poteva che accogliere questo riconoscimento alla più grande industria di strumenti musicali europea.  Il Farfisa Day nasce da un’idea di Claudio Capponi, presidente dell’Associazione Culturale Farfisa ed anche uno dei più grandi collezionisti degli strumenti prodotti con questo marchio.

«La Farfisa – racconta Claudio Capponi – è nata il 4 luglio 1946 grazie al nostro concittadino Paolo Settimio Soprani ed è stata la più grande industria di strumenti musicali europea. I suoi strumenti sono stati utilizzati da grandissimi musicisti e gruppi musicali come Pink Floyd, Elton John, Genesis, Van Der Graaf Generator, Tangerine Dream, The Doors, Frank Zappa, Zucchero Fornaciari, Led Zeppelin e tantissimi altri. Io ho lavorato in Farfisa per 22 anni e, fin dalla prima edizione, questo evento è riuscito ad ampliare la partecipazione: dai lavoratori ed ex addetti ai tanti appassionati di musica di tutta Italia».

Claudio Capponi

Sabato 25 settembre il programma prevede, alle ore 18, la presentazione del libro “La Farfisa una eccellenza italiana – La produzione degli strumenti musicali (1946-1998) presso il salone degli Stemmi del Comune di Castelfidardo. Seguirà l’inaugurazione della mostra di strumenti musicali Farfisa.

Domenica 26 si proseguirà con il ricevimento dei partecipanti nel Salone degli Stemmi, dove verranno proiettati filmati storici, tra cui quello del reparto pianoforti Farfisa. A seguire: visita al Museo internazionale della Fisarmonica, a quello del Risorgimento e alla fisarmonica più grande del mondo. Alle 18 si terrà la consegna di pergamene a persone che si sono distinte per la loro fattiva collaborazione alla Associazione Culturale. Seguirà il concerto musicale conclusivo, che vedrà Mirco Patarini alla fisarmonica e Paolo Principi accompagnare al pianoforte il violinista osimano Marco Santini sulle note di Ennio Moricone.

Un programma per celebrare al meglio il nome di Farfisa nel mondo. Lo stesso Gervasio Marcosignori, considerato il più grande fisarmonicista di tutti i tempi, chiese di farlo diventare un appuntamento annuale. Quest’ultima edizione, la decima, può contare anche sulla collaborazione del Comune di Castelfidardo e la Proloco.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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