Fai la differenza, grida NO alla violenza!

Campagna di sensibilizzazione della Consulta Pari Opportunità

Castelfidardo, 6 novembre 2019 – La Consulta Pari Opportunità del Comune, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre, promuove una campagna di sensibilizzazione sul valore della donna e contro la violenza di genere attraverso un fitto programma di convegni, incontri ed iniziative culturali aperte al pubblico.

L’Onu ha scelto questa data in onore e ricordo delle sorelle Mirabal, attiviste della Repubblica Dominicana, uccise il 25 novembre 1960 per la loro opposizione al regime dittatoriale. La giornata rappresenta oggi, ovunque, un momento simbolico per tenere alta l‘attenzione su un problema sociale da risolvere. Per questo motivo, durante l’intero mese di novembre rimarrà installato sulla facciata del Palazzo comunale, appositamente illuminato di rosso, uno striscione che al tempo stesso è un invito e una presa di posizione forte: “Fai la differenza! Grida no alla violenza”.

Questi gli altri eventi:

Sabato 9 novembre, alle 15.00, in collaborazione con la commissione P.O. regionale, la Fondazione Ferretti, Italia Nostra e numerosi studiosi italiani, si svolge al Salone degli Stemmi il convegno nazionale “Le donne del/nel risorgimento italiano”.

Venerdì 15, alle 21.00, presso la Sala Convegni di Piazza Sant’Agostino, l’argomento viene sviscerato nelle due declinazioni: “vittime & aggressori-storie di ordinaria violenza”. Intervengono la psicologa e criminologa di fama nazionale Margherita Carlini e Michele Poli, presidente e fondatore del “Centro Ascolto uomini maltrattanti” di Ferrara.

Martedì 19, alle 21.00, nella sede dell’I.I.S. Meucci, a conclusione del progetto che ha coinvolto gli studenti con letture e giochi di ruolo in un’ottica di prevenzione e informazione mirata a disconnetterli dal mondo virtuale e a collegarsi con quello reale, si riflette sul quesito: “Stop violenza contro le donne – Cosa possiamo fare come genitori ed insegnanti per contrastare questo fenomeno”. Ad animare il dibattito, la sociologa, saggista ed esperta Graziella Priulla.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

A proposito del 13enne spacciatore maceratese

Procurava marijuana anche ai compagni di scuola più piccoli


Macerata, 16 novembre 2019 – Di questi tempi, coltivare e spacciare marijuana è diventato il lavoro più semplice del mondo. Un’attività redditizia esentasse che, seppur vietata a termini di legge, viene praticata da chiunque: nonnine, nipotini, extracomunitari, migranti, privati cittadini italiani d’ogni età, studenti, impiegati, operai, contadini lungimiranti menefreghisti più o meno improvvisati.

Una droga, la marijuana, che in Italia si coltiva ovunque: sul terrazzo di casa nella bella stagione, in garage o appartamenti super attrezzati nella brutta; piccole piantagioni all’aperto occultate fra i campi di grano o al chiuso di serre vivaiste.

Insomma, ovunque tu viva se vuoi acquistare un po’ “d’erba” ti basta andare in un centro abitato munito di pochi euro e il gioco è fatto. Ancora più facile se hai qualche conoscenza giusta: un semplice messaggino su whatsApp e lo spinello (foto) ti arriva a casa comodo, comodo.

Oggi, se dici che la marijuana fa danni notevolissimi al cervello, o che è quasi sempre l’anticamera per arrivare al consumo delle droghe pesanti iniettate con la siringa o delle pastiglie sintetiche, vieni additato come l’ignorante di turno. Come quello che diffonde notizie false… o fa terrorismo psicologico perché incompetente nel merito. Invece non è così, e chi lo afferma deve averne consumata parecchia di quella roba. Per certa gente, essere beccata con uno spinello in tasca è la normalità, non fa neppure notizia. Invece, fa notizia eccome!

Come a Macerata – ma è solo la più fresca – dove uno studente di appena 13 anni è stato beccato dagli agenti della Squadra Mobile maceratese a spacciare marijuana a scuola. Parliamo di scuola media inferiore, se non ho sbagliato i conti. E quel che è peggio, la droga era destinata anche ai compagni di scuola più piccoli.

Sarà anche una non notizia, ma mi domando: chi sono i genitori del 13enne? che insegnanti ha il ragazzo? qual è il suo contesto sociale fuori dalla scuola? come li spendeva i denari provento dello spaccio? Ma, soprattutto, che uomo sarà domani?

Con tutta probabilità continuerò ad essere l’ignorante di turno, quello che diffonde notizie false e fa terrorismo psicologico. Me ne farò una ragione e continuerò per la mia strada. Ma ai detrattori e faciloni vorrei augurare, semmai ne avranno, di non ritrovarsi domani con figli tredicenni come lo studente maceratese. Fumare o spacciare uno spinello non fa più notizia come, ahimè, non fa più notizia una vita serena, equilibrata e piena di sani valori. I nostri figli, complici certi genitori, se li stanno fumando tutti!


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