Dalla Bit a Tipicità, l’offerta plurale di Castelfidardo

I progetti della “Città della musica e dell’Unità d’Italia” presentati nelle fiere di settore

Castelfidardo, 18 febbraio 2020 – Un’offerta plurale come lo è la nostra regione, un’identità culturale sempre più centrata su “Castelfidardo, città della musica e dell’Unità d’Italia”. L’azione promozionale dell’assessorato alla Cultura prosegue dal 7 al 9 marzo prossimo a Fermo a Tipicità, con stand, esibizioni e un evento all’interno dello spazio dei sapori, riservandosi come sempre il ruolo di colonna sonora del Grand Tour delle Marche.

Una vetrina nella quale verrà illustrato quanto già in linea di massima presentato alla BIT e all’Anci Lombardia, cui si è partecipato con interventi in musica, come naturale che fosse per la patria della fisarmonica. Negli stand allestiti dalla Regione Marche nell’annuale fiera milanese nel contesto del cluster Riviera del Conero-Ticipicità, la città ha avuto a disposizione, in particolare, tre momenti promozionali focalizzati dall’assessore Ruben Cittadini ed allietati dalle note raffinate del Brotherhood duo dei fratelli Sampaolesi.

Nel calendario del 2020 spicca l’arrivo tra poco meno di un mese della Tirreno-Adriatico con il suo carico di fascino sportivo e di iniziative collaterali; il 30 aprile si replicherà poi la partecipazione alla giornata mondiale del Jazz che ha avuto nel Jazz Accordion Festival del gennaio scorso un viatico di altissimo livello.

Il Brotherhood duo dei fratelli Sampaolesi

Nel mese di maggio debutterà una versione innovativa del Folk Festival nella connotazione di Wow a pedali: dalle Marche alla Germania pedalando e cantando sulle strade della fisarmonica. «Un progetto video-documentato che ha il fine di unire la dimensione musicale con quella dell’avventura e del turismo eco-sostenibile – spiega l’assessore Cittadini – percorrendo in bici circa 80 km al giorno compiendo varie tappe intermedie tra Castelfidardo e Klingenthal per presentare il recital per fisarmonica e pianoforte dal titolo ‘Il pentagramma a pedali’, che vede il coinvolgimento attivo del direttore artistico del PIF Renzo Ruggieri e del tenore Giacomo Medici».

Una lunga rincorsa verso l’appuntamento clou del Premio internazionale della Fisarmonica del 16-20 settembre, che sarà preceduto da altre manifestazioni radicate e partecipate: la festa europea della musica di fine giugno, Girogustando, la rievocazione storica Tracce di 800 con lo sviluppo del progetto “L’Italia chiamò”.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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