Concerto di Natale in diretta streaming sabato 26 dicembre

Dalle ore 17 sui canali social e in filodiffusione nel centro storico

Castelfidardo, 22 dicembre 2020 – Il Concerto di Natale del 26 dicembre, elemento cardine della proposta di Natalfidardo, si svolge quest’anno nelle modalità che l’emergenza sanitaria rende possibili mantenendo alto il livello qualitativo e viva la tradizione alimentata dalla scuola civica di musica “Soprani” in collaborazione con l’Amministrazione comunale e la Parrocchia Collegiata.

I musicisti si esibiscono infatti in diretta streaming dal Salone degli Stemmi (chiuso al pubblico) dalle ore 17 sulla pagina facebook del Comune e in filodiffusione nel centro storico.

Castelfidardo – Una passata edizione del Concerto di Natale (foto d’archivio)

Il programma vede protagonisti nella prima parte gli allievi Emily Scopini, Kita Natzuko, Chiara Mosca Proietti e il maestro Alessandro Battiato dell’Accademia lirica Binci, accompagnati al pianoforte dal maestro Andrea Rocchetti su brani dei compositori Gounod, Adam e Zimarino.

La seconda parte del concerto è invece interpretata dall’orchestra composta da docenti e allievi, concludendosi con il concerto per due pianoforti in sol minore di Bach, a cura dei solisti dell’Accademia Pianistica Unisono Lorenzo Marchesini ed Elisa Borghetti diretti dal maestro Emiliano Giaccaglia

Al termine, il saluto del parroco don Bruno Bottaluscio e delle autorità comunali. Evento in collaborazione con: associazione turistica Pro Loco, Fondazione Carilo, Libreria Aleph e Rossini Pianoforti.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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