Castelfidardo – Transumanza in tour apre CineCittà

Giovedì 16 novembre al cineteatro Astra primo appuntamento della rassegna di cinema e parole

Castelfidardo – Il trio folk genovese “Vito e le Orchestrine” alla scoperta delle nuove forme di vita contadina in un tour rural-musicale attraverso le campagne italiane: si apre giovedì 16 alle 21.30 con “Transumanza” di Valerio Gnesini, la nuova edizione di cineCITTA’, la rassegna di musica e parole organizzata dall’assessorato alla cultura in collaborazione con la ditta Verolini.

Il taglio documentaristico di questa edizione trova piena espressione nell’esperienza del trio (presente in sala per il dibattito), che ha visitato sei fattorie innovative, aperte e ospitali entrando a contatto con le loro tradizioni e le loro storie.

Questo incrocio è la transumanza: incontro di popoli e usanze, locali e globali, apprendimento di tecniche e saperi antichi e sempre di più attuali. Attraverso l’arte, le esperienze, le emozioni, le fatiche e le tensioni del trio voce chitarra violino e dei gestori delle sei fattorie, si capirà cosa significa proteggere un mondo antico e le sue tradizioni, l’importanza di continuare a coltivare la terra con metodi diversi, testimoniando quello che possiamo definire un nuovo fenomeno sociale, quello del ritorno.

Ritornano alla terra giovani laureati, famiglie stanche della dittatura del consumismo, disoccupati in cerca di una strada fuori dalla sopravvivenza, ritornano gli eredi di quella generazione che ha combattuto per avere il figlio dottore e che ora lo vede curare quella terra dalla quale era scappata.

Ingresso 5 euro, abbonamento a tutti i quattro spettacoli 15 €

Il cartellone della rassegna:

Giovedì 16 novembre: Transumanza

Giovedì 23 novembre: Walk with me

Giovedì 30 novembre: Figli della libertà

Giovedì 7 dicembre: Le memorie in un mantice.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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