Castelfidardo – Conversazioni in giardino dedicate al territorio

Da mercoledì 5 luglio alle 21.15 ai Giardini Mordini “La poesia, il calore, le emozioni della vita quotidiana”

Castelfidardo – Si apre domani, mercoledì 5 luglio ore 21.15, l’annuale ciclo delle “Conversazioni in giardino”, organizzate sin dal 1999 dalla sezione locale dell’associazione Italia Nostra Onlus in collaborazione con il Comune di Castelfidardo e il C.E.A. “Selva di Castelfidardo”.

Le serate, ad ingresso libero, ambientate nella piacevole cornice dei Giardini di Palazzo Mordini, sono incentrate sul nostro territorio con particolare attenzione alla salvaguardia e conoscenza del paesaggio marchigiano, alla buona e sana alimentazione e all’arte dello scrivere e musicare.

Ad inaugurare il palinsesto, “Note… dal nostro territorio. La poesia, il calore, le emozioni e le immagini della vita quotidiana”, un reading letterario a cura di Stefano Rosetti e Davide Bugari con la partecipazione di Cesare Sampaolesi alla chitarra classica.

Prevista anche un’anteprima dell’evento “Cineamatore Remake” con l’intervento di Beniamino Bugiolacchi che illustrerà i contenuti dell’iniziativa in programma da venerdì a domenica che rilancerà la gloriosa rassegna che mezzo secolo fa aveva reso Castelfidardo un punto di riferimento per gli appassionati del cinema a passo ridotto.

Mercoledì 12 luglio sarà poi la volta di ”L’erba dagli zoccoli. L’altra resistenza: racconti di una lotta contadina”, letture di brani eseguite dall’autore dell’omonimo libro Tullio Bugari e canzoni originali di Silvano Staffolani.

Il 19 luglio si parla invece di “La tessitura delle cotonine a Castelfidardo nell’800. Racconti di vita delle tessitrici del cotone” a cura del prof. Marco Moroni, con la partecipazione dell’associazione TR800 che illustrerà il laboratorio di tessitura Trame di 800 recentemente allestito a Palazzo Mordini, che in queste serate rimarrà eccezionalmente aperto al pubblico. A creare atmosfera, l’intermezzo musicale con l’organetto di Alessandro Governatori.

L’ultima serata del 26 luglio si svolge invece presso la sede della Fondazione Ferretti in via della Battaglia, ospiti il dott. Massimo Lusardi, esperto di medicina integrata, e la dr.ssa Viola Valentina, biologa nutrizionista; affronteranno il tema “Il cibo buono. Quando il nutrimento diventa salute” .

La serata terminerà in allegria con un brindisi offerto dall’azienda Fioretti-Brera e dalla Fondazione Ferretti, allietato dall’organetto di Alessandro Governatori.

In caso di maltempo tutte le serate si terranno presso la sala convegni di via Mazzini n. 6.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

L’immortalità di Giacomo Leopardi

Quel L’Infinito che quando ti entra dentro non t’abbandona più


27 giugno 2020 – 222 anni fa nasceva a Recanati tal Giacomo Leopardi (foto), precisamente il 29 giugno. E a distanza di tanto tempo ancora ne parla il mondo intero. Lo stesso giorno, ma 156 anni dopo, sono nato anch’io ma chissà per quale insondabile motivo non ne parla nessuno. Sarà che lui ha visto la luce in una ridente cittadina all’interno di una nobile famiglia, mentre chi scrive l’ha vista da San Marcello all’interno di una famiglia di estrazione contadina… Chi vuoi che sappia dove sta San Marcello?

Scherzi a parte, e la data di nascita non c’entra nulla, l’immenso Giacomo Leopardi è di gran lunga il mio poeta preferito. Anche Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio m’hanno sempre intrigato, lo confesso, ma il Leopardi parecchio di più.

Delle celebrazioni del 222esimo dalla sua nascita parliamo in altra parte del giornale, qui, nello spazio tutto mio, vorrei parlare di lui in modo intimamente personale. La gran parte dei giovani e degli studenti di oggi, con tutta probabilità avranno conosciuto il Leopardi grazie a ‘Il giovane favoloso’, il bellissimo film di Mario Martone uscito sugli schermi nel 2014 e interpretato mirabilmente da Elio Germano.

Personalmente l’ho conosciuto (culturalmente parlando) sui banchi di scuola, anche se all’epoca mi risultò alquanto palloso. Ma all’epoca mi risultava pallosa quasi ogni materia che mi veniva insegnata, applicazioni tecniche a parte. A farmelo riscoprire nella sua immensa grandezza di studioso e letterato, quando avevo poco più di vent’anni, fu un’insegnante di recitazione durante un corso che frequentai presso il Teatro Nuovo di Torino. Fu lei a insegnarci la corretta lettura e dizione de l’Infinito. E all’improvviso, davanti agli occhi e nel profondo del cuore, mi si aprì un mondo fantastico che mi cambiò e mi fece crescere intellettualmente.

Ho amato ed amo tutt’ora L’Infinito, al punto da inserire questa poesia nel mio romanzo ‘Il destino dei tonni’, mettendola in bocca e nei pensieri di una ragazza siciliana di umili origini che nel 1957 paragona gli “… interminati spazi di là da quella (siepe), e sovrumani silenzi e profondissima quiete…” , all’orizzonte e agli spazi infiniti del mare che vede dal porticato di casa sua a Porticello (Palermo).

Una forzatura letteraria, la mia, che testimonia l’universalità della poesia quando a rendere visione palpabile un sentimento, una riflessione e un’emozione è un grandissimo della nostra letteratura. La profondità culturale e la sensibilità di Giacomo Leopardi non hanno uguali nella sua sofferenza interiore, nella sua visionaria lucidità. L’immenso poeta meraviglioso tocca corde sensibili e sottilissime che mi porto dentro da sempre. “E il naufragar m’è dolce nel Suo mare”.

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