160esimo della Battaglia di Castelfidardo 18 settembre 1860 – 2020

Annullo filatelico e mostra a cura del Circolo F. Matassoli venerdì 18 settembre presso il Museo del Risorgimento

Castelfidardo, 13 settembre 2020 – Annullo filatelico figurato richiesto dal Circolo Culturale Filatelico Numismatico F.Matassoli per il 160esimo anniversario della Battaglia di Castelfidardo avvenuta il 18 settembre 1860.

Poste Italiane allestirà, venerdì 18 settembre 2020 dalle ore 9.30 alle 13.30 con accesso regolamentato, un ufficio temporaneo presso il Museo del Risorgimento, Via Mazzini 5, Castelfidardo (AN).

L’annullo rappresenta la Medaglia di Castelfidardo, (stilizzata) con una croce rovesciata, simbolo dei martiri Pontifici  che Pio IX fece realizzare per le truppe dello Stato Pontificio che avevano combattuto contro l’esercito Piemontese.

La Mostra Filatelica Castelfidardo nel Risorgimento italiano sarà allestita a cura del Circolo Culturale Filatelico Numismatico F.Matassoli . Saranno in vendita cartoline dedicate e francobollo personalizzato delle Poste del Lussemburgo. Il Circolo sarà presente al Museo del Risorgimento per l’intera giornata. La Mostra Filatelica  resterà presso il museo fino al 27 settembre.

Il programma della giornata prevede:

  • Ore 8:30 Civica Residenza: saluto del Sindaco alle rappresentanze dei Comuni dell’area della Battaglia.
  • Ore 9.15 Sacrario-Ossario della Battaglia: raduno delle autorità civili, militari e religiose, degli istituti scolastici e di tutti i partecipanti
  • Ore 9.30  Alzabandiera, inno nazionale, deposizione corona d’alloro e benedizione dei caduti
  • Ore 10.00  Allocuzione storica e significato della giornata a cura dei presenti
  • Ore 10.45  Inno delle Marche
  • Ore 11.00 Termine della celebrazione

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Il dilemma dei cameranesi doc

Dove andrà a finire il loro voto per le Regionali?


Camerano, 16 settembre 2020 – Mancano quattro giorni all’apertura dei seggi per votare sì o no al referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Un election day per la verità, dal momento che qui nelle Marche si vota anche per eleggere il nuovo Presidente di Regione e, in tre Comuni nella provincia di Ancona, si vota anche per eleggere il nuovo Sindaco.

Qui a Camerano saranno due le schede che verranno consegnate agli elettori: quella per il referendum e quella per le regionali. E su quest’ultima mi vorrei soffermare. Non foss’altro, perché qui a Camerano a distanza di vent’anni c’è un cameranese doc candidato alla carica di consigliere regionale nelle fila di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Unico candidato in tutto il Comune. Si chiama Lorenzo Rabini (foto) e in paese lo conoscono praticamente tutti. Perché è stato – ed è –  consigliere comunale dal 2001 e consigliere provinciale dal 2007.

Una lunga militanza politica la sua, che nel 2000 lo aveva già portato ad una prima candidatura alla Regione: “Quello fu un modo per farmi conoscere territorialmente” dice lui a tal proposito.

Ma è un’altra la riflessione che vorrei fare e la domanda che mi pongo. Una curiosità che senz’altro verrà appagata il 22 settembre a scrutini terminati. Quanti voti i cameranesi, dirotteranno su di lui? Camerano è un Comune che da decenni è governato dal PD, anche se il sindaco in carica me lo negò espressamente a precisa domanda anni fa. E se il PD sta lì da tempo, significa che di simpatizzanti in paese ne ha una buona manciata.

Cosa prevarrà negli animi di questi simpatizzanti, la bocciatura a prescindere verso un uomo di centrodestra, o la volontà e la necessità di avere in Regione uno che li rappresenti? Per giunta, uno di loro, un compaesano. Detta in un altro modo, quanto hanno colto, i cameranesi, della lunga esperienza politica accumulata negli anni da Rabini? Quanto potrà essere utile un compaesano in Regione per provare a cambiare le sorti e il futuro di un paese come Camerano che si sta spegnendo giorno dopo giorno? Sempre, ovviamente, che Rabini in Regione ci arrivi.

Personalmente, ho sempre pensato e pesato il mio voto badando più al candidato e al suo programma; cercando di valutare come si è mosso negli anni e quanto ha prodotto, come lo ha prodotto e verso chi, piuttosto che basarlo sul colore di una bandiera o di una chiesa. Eppoi, diciamocelo: tra avere un conoscente in Regione e non averlo, è sempre preferibile averlo: non si sa mai!

Staremo a vedere come la pensano e come si muoveranno i cameranesi. Se la vivranno come un’opportunità in più o: “chi se ne importa, tanto il paese è quello che è e non sarà certo un Rabini di turno a cambiare il suo destino”, come mi ha detto tempo fa un altro cameranese doc.

© riproduzione riservata

 


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi