Tutto ma proprio tutto sulla Festa del Rosso Conero

L’ufficio Cultura e Turismo di Camerano entra in dettaglio nel programma

Camerano, 8 settembre 2020 – A tre giorni esatti dall’inizio della Festa del Rosso Conero, fortemente influenzata dall’emergenza coronavirus, l’ufficio Cultura e Turismo del Comune di Camerano entra in dettaglio all’interno del programma. Questo il comunicato giunto in redazione questa mattina.

Un’edizione inedita per un anno insolito. In questo 2020 la nostra quotidianità si è trasformata: sono mutate le abitudini, le occasioni, gli spazi della socialità. Non è però cambiato il nostro intento. Ormai da un quarto di secolo, festeggiamo a Camerano, l’amore per il nostro vino, il prodotto della nostra terra, un’eccellenza della nostra regione. Gli anni che passano, non ritornano e non vogliamo perderne neanche uno, perché la tradizione è continuità” spiega i sindaco Annalisa Del Bello.

Annalisa Del Bello, sindaco di Camerano

Due saranno i momenti per omaggiare questo compleanno:

INVESTIMENTO SUL FUTURO DI CAMERANO E DELL’EDIZIONE 2021 DELLA FESTA

Il primo momento è rivolto ai giornalisti di guide e testate nazionali, che saranno ospitati nelle giornate dell’11-12-13 settembre, per far conoscere il territorio della denominazione, i suoi produttori, i vini che l’hanno resa famosa, la cultura storico- paesaggistica e le bellezze del Comune di Camerano.

Insieme all’Istituto Marchigiano di Enogastronomia, alla Regione Marche, l’Amministrazione Comunale, dall’11 al 13 settembre, ha voluto la presenza di giornalisti a valenza nazionale per, in occasione del venticinquesimo compleanno della Festa del Rosso Conero, avviare uno scambio di opportunità volto a promuovere il territorio, le sue cantine e le sue realtà turistico-culturali, in modo da attrarre visitatori e investimenti, nonché far conoscere gli operatori del comparto del vino e nello specifico i produttori dell’Area del Conero.

I giornalisti potranno conoscere Camerano e le sue bellezze: le Grotte di Camerano che anche quest’anno, seppur con il contingentamento hanno avuto un grande successo di pubblico, la Mostra Farfisa, dedicata allo straordinario processo industriale della Famosa Fabbrica di Fisarmoniche di Camerano e il Parco del Conero e la Riviera del Conero e Colli dell’Infinito.

SPAZIO AL PRESENTE

rivolto alla comunità e a tutti i visitatori che in questi anni hanno seguito e partecipato alla Festa, con una programmazione che, nel rispetto delle normative di contenimento del contagio, adatta con un approccio resiliente, l’impianto dell’iniziativa alle condizioni di realizzazioni attuali.

I visitatori, anche quest’anno, potranno godere durante queste tre giornate dell’attrattiva principale del paese, le Grotte di Camerano, che offriranno un numero maggiore di visite nel corso delle giornate, fino a tarda sera; potranno mangiare e degustare vino presso le attività di bar e somministrazioni del Centro Storico che hanno aderito all’iniziativa e pensato a menù da abbinare al Rosso Conero.

Venerdì 11 settembre, presso la Chiesa di San Francesco, il Coro “Città di Camerano” offrirà a cameranesi e turisti un concerto gratuito dal titolo Ripartiamo dalla Musica con brani tra gli altri di Offenbach, Tosti, Lehar.

Sabato 12 settembre, come sempre in Piazza Roma, cuore del centro storico del Paese, saranno presenti le cantine, che faranno degustare il vino. Sono quindi i vignaioli l’anima portante della serata di sabato 12, che a partire dalle 18.30 presenteranno i loro prodotti, le eccellenze e le novità di questo 2020.

Non poteva mancare un elemento della tradizione e per questo in Via Maratti, già dalle 15.00, prenderà le mosse il XIV Campionato Nazionale di Morra, l’antichissimo gioco popolare contraddistinto da velocità e intuito. Ad animare la serata le incursioni della S-banda di Fucina Musica.

Anche in questo caso, si è scelto di dare la possibilità alle attività del Centro Storico, fortemente penalizzate dalle chiusure dei mesi primaverili, di organizzarsi per preparare cene e panini per i fruitori della serata. L’ingresso è gratuito come sempre, fino a capienza dello spazio messo a disposizione per l’iniziativa.

Domenica 13 settembre lo spazio passa ai ragazzi, qualche ora insieme sperimentando la musica con i maestri di Fucina Musica, in Piazza Roma dalle ore 18.00.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

A quattrocento cameranesi chiedo: perché?

Ci sono storie e comportamenti difficili da spiegare al di là di tutto


Camerano, 23 settembre 2020 – Il cielo oggi, è di un grigio perla quasi uniforme con qualche squarcio di sbuffi biancastri. E piove, un po’ di traverso. Una giornata cameranese di primo autunno che mette tristezza. Forse, quella stessa tristezza mista a un leggero scoramento che deve provare Lorenzo Rabini (foto) in queste ore. Perché non puoi sentirti diversamente quando ti senti tradito o non considerato dai tuoi stessi compaesani.

Per farla breve: Rabini, con alle spalle una lunga militanza politica nel centrodestra consumata nei decenni dai banchi dell’opposizione in Consiglio comunale, in quello provinciale e con incarichi di responsabile di Fratelli d’Italia per la provincia di Ancona, quest’anno si è candidato per un posto da consigliere in Regione Marche. Per la seconda volta nell’arco della sua carriera. La prima volta (2000) gli andò male, oggi pure. In entrambi i tentativi non è riuscito a farsi eleggere.

Ora, ci sta che un politico di professione abbia alti e bassi, che il vento del consenso non spiri sempre dalla sua parte, anche perché l’elettorato è talmente umorale e legato a questioni interdipendenti dal suo operato che spesso lo premia o lo castiga “ad cazzum” come dicevano i latini.

Dunque, perdere ci sta. Ma a volte il come perdi è più devastante della sconfitta in sé. Rabini, unico candidato cameranese alla Regione, sul voto massiccio dei suoi compaesani contava parecchio. Per loro, e per Camerano, dagli scranni del Consiglio regionale avrebbe potuto fare parecchio. E Dio solo sa quanto Camerano abbia bisogno di una mano per tornare ad essere un po’ più viva.

Il mio precedente editoriale, su questo stesso tema, era stato piuttosto esplicito. Evidentemente, è stato un editoriale muto. Rabini ha perso. Nella provincia ha raccolto un totale di 890 voti. A Camerano, quello che doveva essere il suo bacino di voti più importante, ha raccolto 390 preferenze: una miseria rispetto alle migliaia di cameranesi che hanno votato. Ma l’assurdo, per lui, è un altro.

Qui a Camerano il suo partito, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, è risultato il primo partito con 790 voti. Significa che 790 cameranesi hanno messo la X sul simbolo di Fratelli d’Italia, ma solo 390 di questi hanno aggiunto di fianco al simbolo il nome Rabini. Quattrocento cameranesi non l’hanno fatto: perché? Perché Rabini gli sta antipatico? Perché Rabini gli ha fatto qualche sgarbo? Perché Rabini tifa Juventus? A quei quattrocento chiedo: perché?

E sia ben chiaro. Chi scrive non vota Fratelli d’Italia; non va a cena con Rabini (non ci sono mai andato e in fondo un po’ mi dispiace), l’unica cosa che mi lega a Lorenzo, oltre ad una profonda stima verso la persona e il suo sapere di politica (si chiama esperienza), è il tifo per la stessa squadra di calcio. Avrei fatto lo stesso ragionamento anche se al suo posto ci fosse stata il sindaco! Nonostante ciò, lunedì l’ho votato, per lui e per Camerano.

Il problema qui non è Rabini. Il problema sono quei quattrocento cameranesi. Vogliamo mettere che una trentina pensavano che votando il simbolo votavano anche lui? Mettiamolo! E gli altri 370? Forse le loro preferenze, se espresse, non avrebbero portato comunque Rabini in Regione, ma almeno avrebbero dimostrato che c’era un’unità d’intenti, una volontà precisa, la dimostrazione che una fetta di cameranesi, pur se piccola, qualcosa per il paese è disposta a farla oltre ad una semplice croce. Al di là del colore degli schieramenti. Al di là della stupidità!

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