Lo squillo del telefono di Menotti annuncia Benemerenze e Patrono

Sotto lo sguardo severo del Maratti, l’Amministrazione annuncia: “La Festa del Patrono di Camerano quest'anno subisce una forte riduzione causa Covid”. Rosso Conero? Un cantiere irto di spine

Camerano, 22 agosto 2020 – L’Amministrazione comunale lo ha detto chiaro e tondo: “La programmazione degli eventi legati alla Festa del Patrono di Camerano quest’anno subisce una forte riduzione a causa delle norme relative all’emergenza Covid”.

E dal momento che l’estate cameranese non è solo la celebrazione del martirio di San Giovanni Battista, vediamo cosa bolle in pentola. Per la verità, più che pentola sarà un pentolino e il decreto Agosto, con l’obbligo dell’utilizzo della mascherina anche all’aperto dalle 18 alle 6 del mattino, non aiuterà affatto.

Venerdì 28 agosto, ore 21 in Piazza Matteucci, concerto lirico in chiave comica con l’opera “Il telefono” (o l’amore a tre), un atto unico di Gian Carlo Menotti (1911-2007). Tenore: Luca Giorgini; soprano: Margherita Hibel; al pianoforte: Fabio Spinsanti. Presenta: Simone Bastari. A seguire, esecuzione di varie arie d’opera. Ingresso gratuito con obbligo di prenotazione al numero: 328 1139995.

Gian Carlo Menotti (1911 – 2007)

Menotti scrisse musica e libretto di quest’opera nel 1947. Molto poco rappresentata in Italia, come del resto tutte le sue opere, ha il seguente canovaccio: “Ben, portando con sé un regalo, fa visita a Lucy nel suo appartamento; la motivazione è semplice: vuole chiederle la mano prima di partire per un viaggio. Nonostante i numerosi tentativi di “proposta”, Lucy sarà sempre occupata in interminabili conversazioni al telefono ignorando quasi del tutto Ben. Quando Lucy lascia la stanza Ben cerca di tagliare il cavo del telefono, senza successo. Rassegnato e preoccupato di perdere il treno, Ben parte senza chiedere a Lucy di sposarlo. Ma prima di partire Ben fa un ultimo tentativo: chiama Lucy da una cabina telefonica e fa la sua proposta di matrimonio. Lei acconsente e i due si uniscono in un romantico duetto telefonico nel quale Lucy si assicurerà che Ben abbia segnato per bene il suo numero di telefono”.

Festa del Patrono e Civiche Benemerenze. Delle difficoltà organizzative abbiamo già detto. Siamo in attesa, come tutti i cameranesi, dell’ufficializzazione del programma della Festa del Patrono. A non risentire degli effetti del Covid-19, sembrerebbe essere il conferimento delle Civiche Benemerenze. La cerimonia di consegna avverrà all’aperto, sabato 29 agosto ore 20.30, in Piazza Matteucci con una sessione ad hoc del Consiglio comunale. Top secret i nomi, anche se è già stato annunciato che il Consiglio, quest’anno, ha scelto di dedicare i riconoscimenti “principalmente a coloro che con impegno, sacrificio e a volte rischio anche personale, si sono distinti in altruismo, solidarietà e generosità, durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria”.

Camerano – Grotte: il corridoio Trionfi

Grotte sotterranee – La notizia è che sono aperte le visite guidate con il seguente orario:

da lunedì 24 a venerdì 28 ore: 10:00 – 11:30 – 15:00 – 15:30 – 17:00 – 17:30 – 18:30 – 19:00 – 21:00 – 21:30; sabato 29 e domenica 30 ore: 10:00 – 10:30 – 11:30 – 12:00 – 15:00 – 15:30 – 17:00 – 17:30 – 18:30 – 19:00 – 21:00 – 21:30.

Prenotazione obbligatoria telefonando allo 071 7304018; info@turismocamerano.it

XXV Festa del Rosso Conero: prevista in origine per venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 settembre, non è affatto scontato che si svilupperà su tre giorni. Chi si aspetta un facsimile degli anni passati, non ha capito le difficoltà prodotte agli organizzatori dall’emergenza Covid. Ci sarà, ma in forma ridottissima. E ancora non si è capito se ad organizzarla sarà solo l’Amministrazione comunale. Intanto, la stessa, come da prassi, cerca sponsor. Si è parlato di conferenze e degustazioni con l’intervento di professionisti e giornalisti del settore. E non è detto che non coinvolga altri Comuni. Stai a vedere che alla fine il Covid riuscirà a far fare un salto di qualità (come tra l’altro il giornale auspica da anni), ad un sagra che ad ogni edizione sperperava gran parte del suo enorme potenziale. Restiamo in attesa dell’ufficializzazione del programma.

Quello che non si organizzerà quest’anno è la RampiConero, lo ha annunciato il comitato organizzatore della Crazy Bike attraverso la voce del suo presidente Galizio Caraceni: l’attesa granfondo marchigiana, vista la situazione d’emergenza del momento, e il fatto che i giorni di gara avrebbero coinciso con l’election day, è stata rimandata al 2021.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

A quattrocento cameranesi chiedo: perché?

Ci sono storie e comportamenti difficili da spiegare al di là di tutto


Camerano, 23 settembre 2020 – Il cielo oggi, è di un grigio perla quasi uniforme con qualche squarcio di sbuffi biancastri. E piove, un po’ di traverso. Una giornata cameranese di primo autunno che mette tristezza. Forse, quella stessa tristezza mista a un leggero scoramento che deve provare Lorenzo Rabini (foto) in queste ore. Perché non puoi sentirti diversamente quando ti senti tradito o non considerato dai tuoi stessi compaesani.

Per farla breve: Rabini, con alle spalle una lunga militanza politica nel centrodestra consumata nei decenni dai banchi dell’opposizione in Consiglio comunale, in quello provinciale e con incarichi di responsabile di Fratelli d’Italia per la provincia di Ancona, quest’anno si è candidato per un posto da consigliere in Regione Marche. Per la seconda volta nell’arco della sua carriera. La prima volta (2000) gli andò male, oggi pure. In entrambi i tentativi non è riuscito a farsi eleggere.

Ora, ci sta che un politico di professione abbia alti e bassi, che il vento del consenso non spiri sempre dalla sua parte, anche perché l’elettorato è talmente umorale e legato a questioni interdipendenti dal suo operato che spesso lo premia o lo castiga “ad cazzum” come dicevano i latini.

Dunque, perdere ci sta. Ma a volte il come perdi è più devastante della sconfitta in sé. Rabini, unico candidato cameranese alla Regione, sul voto massiccio dei suoi compaesani contava parecchio. Per loro, e per Camerano, dagli scranni del Consiglio regionale avrebbe potuto fare parecchio. E Dio solo sa quanto Camerano abbia bisogno di una mano per tornare ad essere un po’ più viva.

Il mio precedente editoriale, su questo stesso tema, era stato piuttosto esplicito. Evidentemente, è stato un editoriale muto. Rabini ha perso. Nella provincia ha raccolto un totale di 890 voti. A Camerano, quello che doveva essere il suo bacino di voti più importante, ha raccolto 390 preferenze: una miseria rispetto alle migliaia di cameranesi che hanno votato. Ma l’assurdo, per lui, è un altro.

Qui a Camerano il suo partito, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, è risultato il primo partito con 790 voti. Significa che 790 cameranesi hanno messo la X sul simbolo di Fratelli d’Italia, ma solo 390 di questi hanno aggiunto di fianco al simbolo il nome Rabini. Quattrocento cameranesi non l’hanno fatto: perché? Perché Rabini gli sta antipatico? Perché Rabini gli ha fatto qualche sgarbo? Perché Rabini tifa Juventus? A quei quattrocento chiedo: perché?

E sia ben chiaro. Chi scrive non vota Fratelli d’Italia; non va a cena con Rabini (non ci sono mai andato e in fondo un po’ mi dispiace), l’unica cosa che mi lega a Lorenzo, oltre ad una profonda stima verso la persona e il suo sapere di politica (si chiama esperienza), è il tifo per la stessa squadra di calcio. Avrei fatto lo stesso ragionamento anche se al suo posto ci fosse stata il sindaco! Nonostante ciò, lunedì l’ho votato, per lui e per Camerano.

Il problema qui non è Rabini. Il problema sono quei quattrocento cameranesi. Vogliamo mettere che una trentina pensavano che votando il simbolo votavano anche lui? Mettiamolo! E gli altri 370? Forse le loro preferenze, se espresse, non avrebbero portato comunque Rabini in Regione, ma almeno avrebbero dimostrato che c’era un’unità d’intenti, una volontà precisa, la dimostrazione che una fetta di cameranesi, pur se piccola, qualcosa per il paese è disposta a farla oltre ad una semplice croce. Al di là del colore degli schieramenti. Al di là della stupidità!

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