Il tramonto sul Conero si tinge di blues da Angeli di Varano

Venerdì 30 luglio cibo, vino e musica con l’armonica di Fabrizio Poggi e la chitarra di Enrico Polverari

Camerano, 26 luglio 2021 – Il tramonto sul Conero si tinge di blues assaporando buon vino al fresco di una radura nel bosco. L’estate anconetana può riservare grandi sorprese ed esperienze a pochi passi dalla città.

È il caso di Un viaggio nel blues, serata a tema organizzata dall’azienda agricola Angeli di Varano venerdì 30 luglio (ore 19.30 degustazione con cibo e vino, ore 21 concerto). Un’azienda agricola giovane e piena di iniziative che già nel nome mette fiera in evidenza le origini nella frazione dorica.

L’appuntamento di venerdì 30 luglio è di quelli da non perdere: ospite della serata sarà Fabrizio Poggi, vera leggenda dell’armonica, accompagnato da Enrico Polverari, altro grandissimo della chitarra.

Proporranno un viaggio fatto di note e calici di vino in mano. Quelli prodotti da Matteo Chiucconi che dopo tanto girare per il mondo è tornato nella sua Ancona. Chiucconi, 43 anni, si è formato alla facoltà di Agraria della Politecnica delle Marche prima di affrontare la specialistica a Firenze e, da enologo, la Toscana prima, con i suo grandi rossi, e il mondo poi tra la californiana Napa Valley e l’Australia.

Camerano – Matteo Chiucconi

Tornato nelle Marche, Matteo ha rilevato il terreno dei nonni rinnovando la produzione con nuove vigne. Innovazione ma con le radici piantate nella tradizione: coltivazione biologica e vini che vanno dagli intramontabili Rosso Conero doc e Conero Docg, a etichette che non hanno timore di sperimentare tra rosé, brut rosé e vitigni internazionali. E poi miele, lavanda, olio extravergine di oliva, grappe. Tentazioni irresistibili che attirano turisti italiani e stranieri – soprattutto tedeschi, inglesi e olandesi – alla scoperta delle Marche alternative alla vacanza balneare.

Sarà così anche venerdì 30 luglio. Una degustazione dei vini della cantina, in abbinamento al cibo del territorio, al calar del sole tra alberi secolari. Il tutto arricchito dalle magiche note dell’armonica di Poggi e della chitarra di Polverari che renderanno speciale il finale di giornata immersi nella natura del Parco del Conero.

Info e costi di partecipazione da concordare telefonicamente al 371 417 21 53. Due le proposte: cibo, vino e musica o solo musica con un calice di vino.

Fabrizio Poggi

Nato a Voghera, Poggi è il bluesman più conosciuto e stimato d’America. Nel 2018 con il disco “Sonny &Brownie’s last train”, registrato con Guy Davis, ha sfiorato il Grammy Award, superato solo dai Rolling Stones. In carriera ha inciso 24 album, di cui cinque registrati negli Stati Uniti e suonato con tanti grandi del blues, del rock e della canzone d’autore tra cui Blind Boys of Alabama, Charlie Musselwhite, Little Feat, Ronnie Earl, Kim Wilson, Marcia Ball, John Hammond, Sonny Landreth, Garth Hudson of The Band and Bob Dylan, Ruthie Foster, Guy Davis, Eric Bibb, Otis Taylor, Mike Zito, Bob Margolin, Flaco Jiménez, David Bromberg, Zachary Richard, Jerry Jeff Walker, Billy Joe Shaver, Bob Brozman, Richard Thompson, Tom Russell, Jimmy LaFave, The Original Blues Brothers Band, Steve Cropper. In Italia ha suonato con Eugenio Finardi, Enrico Ruggeri, Gang, Luigi Grechi De Gregori, Danilo Sacco (Nomadi).

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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